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Marilyn Manson ha denunciato Evan Rachel Wood per diffamazione


Secondo il musicista l’attrice e Illma Gore avrebbero orchestrato le accuse di violenze sessuali nei suoi confronti, arrivando anche a falsificare documenti dell’FBI. La denuncia arriva a pochi giorni dall’uscita del documentario ‘Phoenix Rising’

Evan Rachel Wood e Marilyn Manson nel 2007

Foto: Eric Charbonneau/WireImage via Getty Images

A poco più di un anno dalle accuse di violenze sessuali nei suoi confronti, Marilyn Manson ha denunciato Evan Rachel Wood e Illma Gore per diffamazione, disagio emotivo, frode e «sostituzione d’identità su internet».

Nei documenti depositati a un tribunale di Los Angeles, Manson – che in realtà si chiama Brian Warner – accusa l’attrice e l’amica Illma Gore di averlo rappresentato come «uno stupratore, una terribile menzogna che ha rovinato la carriera di successo di Warner nella musica, nella tv e nel cinema». La denuncia parla anche di una «cospirazione» che le due donne avrebbero organizzato per rovinarlo.

Wood e Gore sono le protagoniste di Phoenix Rising, il documentario HBO che debutterà il 15 marzo e che racconta la storia dell’attrice con Warner, dal loro primo incontro (quando Wood era ancora una teenager) fino alla decisione di denunciarlo pubblicamente. Una fonte vicina alla produzione del documentario ha confermato a Rolling Stone che la data d’uscita del film non verrà modificata.

Secondo le accuse di Manson, Wood e Gore avrebbero mentito sul coinvolgimento dell’FBI per dare l’impressione che l’agenzia stesse investigando su di lui. Le due avrebbero inviato false lettere di una agente alle donne che poi hanno accusato il musicista, così da convincerle che fossero in pericolo. Wood e Gore avrebbero anche «offerto alle possibili accusatrici documenti e una lista dei presunti abusi per cui avrebbero dovuto accusarlo», tra cui «l’affermazione diffamatoria che Warner abbia ripreso in video abusi sessuali su un minore».

Nella denuncia si dice anche che Gore sarebbe entrata illegalmente nel computer di Warner, nel suo telefono e nella sua email. La donna avrebbe creato un falso account per provare che Warner condividesse pornografia minorile con altre persone e, dopo le accuse di Wood, avrebbe anche convinto la polizia a entrare a casa sua con una scusa. Manson chiede un decreto ingiuntivo contro le due donne e il risarcimento dei danni. I rappresentanti di Gore, Wood e HBO non hanno voluto commentare la vicenda.

«Arriverà il momento in cui potrò dire qualcosa di più sugli eventi dell’ultimo anno», ha scritto lui su Instagram. «Fino ad allora lascerò parlare i fatti». Nella bio del suo profilo ora c’è un link che porta alla denuncia.

«La denuncia è stata depositata per fermare una campagna di attacchi pericolosi e ingiustificati verso Brian Warner», ha detto l’avvocato Howard King. «Anni dopo la fine della relazione con Evan Rachel Wood, lei e l’amica Illma Gore hanno reclutato molte donne e le hanno convinte a confermare accuse false, accuse che sono state sceneggiate da Wood e Gore in persona. HBO e i produttori del documentario erano consapevoli delle loro azioni, ma hanno deciso di procedere comunque. Le prove però sono inconfutabili e questa causa le richiamerà alle loro responsabilità».

Nella denuncia di Manson si citano varie interviste in cui Wood si diceva felice della sua relazione con lui, e suggerisce che è stato l’incontro con Gore, che è descritta come «una truffatrice», a spingerla a lanciare la campagna di diffamazione. «Per almeno due anni Gore e Wood hanno segretamente reclutato, coordinato e fatto pressione sulle accusatrici, così che le denunce apparissero simultaneamente, poi hanno spudoratamente affermato che ci sono voluti dieci anni per capire che la loro relazione con Warner era violenta».

Secondo le accuse, Gore e Wood avrebbero addestrato le donne su come parlare di Warner nelle interviste e organizzato incontri per coordinare le loro storie. Gore avrebbe addirittura intimidito le altre donne, suggerendo che se non avessero collaborato con lei «sarebbero state in pericolo e che la sicurezza delle loro famiglie non sarebbe stata garantita».

Nella denuncia si dice anche che le due donne fornivano alle altre accusatrici una check-list, un documento in cui potevano scegliere se testimoniare, indicare se avevano avuto un rapporto sessuale con lui e specificare quali abusi avevano subito. Nella lista c’erano offerte di lavoro, violenza sessuale, bondage, essere rinchiuse nella “stanza delle cattive ragazze”, essere drogate e anche bere del sangue. I legali di Warner hanno anche allegato la “sceneggiatura” che Gore dava alle donne che volevano accusarlo. In realtà si tratta di una serie di frasi sconnesse e senza nesso logico: «Mi ha scritto un messaggio dicendo che poteva stuprarmi», «Mi sono svegliata legata, mentre subivo violenze».

Nella denuncia di Warner c’è un ulteriore documento, ovvero la lettera diffusa da Wood e Gore e attribuita a una agente dell’FBI. «Evan Rachel Wood è il testimone chiave di un’indagine criminale di Los Angeles che coinvolge una figura nota a livello internazionale», dice la lettera. «La sicurezza di Miss Wood, della sua famiglia e delle altre vittime è la nostra preoccupazione principale al momento». Il nome dell’agente è cancellato dal documento depositato in tribunale, ma il testo suggerisce che lavorasse per il Federal Violent Crimes Department, un dipartimento che non esiste. La denuncia dice che la firma e il numero di telefono dell’agente sono falsi e che lei ha confermato di non aver scritto quella lettera.

Gore avrebbe contattato l’FBI il 3 febbraio 2021 dicendo di essere preoccupata per la sicurezza di Warner e chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. «Molti agenti di polizia hanno risposto a questa “chiamata d’emergenza” e si sono presentati a casa di Warner», dice la denuncia. «Quando lui non ha risposto alla porta, è arrivato anche un elicottero». Secondo le accuse, Gore aveva anche allertato i paparazzi per fotografare quello che stava succedendo.

Gore avrebbe anche creato falsi indirizzi mail per provare che Warner scambiasse materiali pedopornografici e sarebbe entrata nel suo account illegalmente. «Ha usato le informazioni ottenute per orchestrare e diffondere le sue false accuse contro Warner, accuse che hanno attirato l’attenzione su Wood, il film e il Phoenix Act, oltre a convincere altre donne a unirsi a loro».

Manson, infine, sostiene che Wood e Gore l’avrebbero danneggiato emotivamente di proposito. «La loro condotta è vergognosa, estrema e ha superato tutti i limiti di una comunità civile», dice la denuncia. Sono accusate di diffamazione, hacking della mail di Warner, furto d’identità e frode.

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