Mariah Carey ha vinto (per ora) la causa da 20 milioni di dollari intentata dal fratello | Rolling Stone Italia
Musica e tribunali

Mariah Carey ha vinto (per ora) la causa da 20 milioni di dollari intentata dal fratello

Oggetto della controversia le affermazioni contenute nell’autobiografia ‘The Meaning of Mariah Carey’. Per la giudice non ci sono malafede e intento doloso nel ritratto di Morgan Carey contenuto nel libro

Mariah Carey ha vinto (per ora) la causa da 20 milioni di dollari intentata dal fratello

Mariah e Morgan Carey nel 1991

Foto: WireImage

La causa va avanti da cinque anni e vede opposti due Carey, fratello (Morgan) e sorella (Mariah). Al centro le affermazioni contenute nell’autobiografia della popstar The Meaning of Mariah Carey che il primo ritiene diffamatorie. Ieri la giudice Leslie A. Stroth ha stabilito che non si può stabilire che la sorella abbia agito in malafede, un punto fondamentale per procedere secondo la legge dello Stato di New York.

Secondo Morgan Carey, la star ha infangato la sua «reputazione eccellente e immacolata» descrivendolo nel libro come un violento, accusandolo di trafficare con «powdered party favors» (un riferimento alla cocaina) e descrivendolo come affetto da problemi comportamentali durante l’infanzia. Secondo l’uomo, Mariah Carey si è basata come fonte solo sulle parole della madre, morta nel 2024, essendo interessata più al successo del libro che alla verifica dei fatti. I danni erano stimati in almeno 20 milioni di dollari.

La giudice ha stabilito che Morgan non può dimostrare che la sorella fosse in malafede, un punto fondamentale visto che la legge anti-SLAPP vigente nello Stato di New York richiede di dimostrare che l’accusato ha rilasciato una dichiarazione falsa sapendo che è tale (la sigla SLAPP sta per Strategic Lawsuit Against Public Participation e indica le norme create per proteggere da azioni legali intimidatorie le voci critiche, a partire da giornalisti, attivisti e whistleblower). Il solo fatto che Mariah Carey dimostri del malanimo nel confronti del fratello, scrive la giudice Stroth «non soddisfa i requisiti processuali necessari per dimostrare l’effettivo intento doloso».

Il legale della popstar John Rosenberg ha detto che Mariah Carey «è lieta che il tribunale abbia riconosciuto che la sua autobiografia affronta questioni significative di interesse pubblico e abbia respinto le accuse di diffamazione mosse dal fratello». Non solo: per Carey e i suoi legali la sentenza va «oltre questo specifico contenzioso, poiché conferma che agli autori deve essere garantita un’ampia tutela quando si esprimono su questioni di interesse pubblico».

Morgan Carey ha intentato la causa nel maggio 2021. Il suo legale ha dichiarato che non finisce qui. «Con tutto il rispetto, siamo in disaccordo con la decisione odierna che è incoerente con le precedenti sentenze relative al caso», scrive l’avvocato Richard Altman in una e-mail indirizzata a Rolling Stone US. «Intendiamo presentare ricorso molto presto».

Da Rolling Stone US.