Måneskin, ecco la cover di ‘If I Can Dream’ di Elvis, un pellegrinaggio a Graceland e nella storia d’America | Rolling Stone Italia
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Måneskin, ecco la cover di ‘If I Can Dream’ di Elvis, un pellegrinaggio a Graceland e nella storia d’America

Un giro turistico a casa di Presley e nel suo repertorio dedicato all’integrazione. Ecco come suona il re del rock’n’roll, versione 1968, rifatto dagli italiani per la colonna sonora del film di Baz Luhrmann

Damiano alla prima di 'Elvis' a Cannes 2022

Foto: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Un pellegrinaggio a casa di Elvis Presley e nella sua canzone più famosa dedicata all’integrazione razziale. È If I Can Dream, il pezzo di Presley rifatto dai Måneskin per la colonna sonora del film di Baz Luhrmann Elvis.

Pubblicata nel 1968 e inclusa nel celebre comeback special televisivo andato in onda a Natale di quell’anno, If I Can Dream è la versione di Elvis di due celebri discorsi, anzitutto “I have a dream” di Martin Luther King ma vi riecheggia anche quanto disse Robert Kennedy citando a sua volta il fratello John: «Sogno l’impossibile e mi chiedo perché no».

Scritta da Walter Earl Brown, If I Can Dream è nata nel giugno 1968 sull’onda dell’emozione suscitata dagli omicidi di King e Bobby Kennedy, il primo avvenuto ad aprile, il secondo nei giorni in cui Presley e i suoi stavano lavorando allo speciale tv della NBC.

Il manager di Elvis, il famigerato Colonnello Parker interpretato nel film da Tom Hanks, voleva un classico natalizio per il finale. Presley cantò invece questa canzone in cui esprimeva il sentire di un pezzo della nazione e allo stesso tempo indicava la strada per la guarigione collettiva in quel momento drammatico. La sua versione è celebre per essere carica d’emozione e mostrare l’influenza della musica gospel – Presley era nato nel Mississippi ed era cresciuto nel Sud a contatto con la musica afroamericana.

Nel film di Luhrmann l’esecuzione del pezzo rappresenta uno dei momenti di ribellione di Elvis alla volontà di “normalizzazione” del suo talento da parte del manager.

È un’epoca– Elvis e Parker, i Kennedy e Martin Luther King, l’America e la lotta per rendere il pop in sintonia con la lotta per i diritti civili – che oggi è lontana e che possiamo solo rivisitare come turisti della storia. È quello che hanno fatto i Måneskin andando a visitare Graceland, la celebre residenza di Elvis a Memphis dove si trova anche la sua tomba:

 

 
 
 
 
 
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«Siamo grati per la possibilità che ci è stata concessa di fare una cover del re per il prossimo film di Baz Luhrmann», scrivono i Måneskin su Instagram. «E soprattutto di aver trascorso un giorno a registrare in quel posto vibrante d’emozione che è Graceland, Tennessee, casa e santuario del più grande artista che abbia mai messo piede sulla Terra. Ci abbiamo lasciato il cuore là dentro».

Ecco la versione di If I Can Dream dei Måneskin:

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