Si sa, il mondo del cinema non è come quello della musica. Puoi essere la più grande popstar (o rockstar) in circolazione ma non è detto che tu possa reggere il peso del maxischermo. Sopratutto se il maxischermo è quello maxi-IMAX-70mm as Nolan intended.
Il peso del cinema made in Nolan ha colpito anche il rapper più importante e seguito degli ultimi 10 anni, Travis Scott, uno che ha sempre flirtato con l’epicità, come dimostra il suo ultimo Circus Maximus e i suoi tour mastodontici che hanno settato un nuovo livello per i concerto rap. Non c’è stato momento del tour promozionale di Odissea (qui la nostra recensione), infatti, in cui il rapper, oggi vestito d’attore, non ha voluto sottolineare una cosa piuttosto chiaramente: «Ero fottutamente nervoso».
E come dare torto a Travis? Oltre ad essere capitato in uno dei kolossal più attesi degli ultimi anni, al reading table delle prove si è trovato a dividere la scena con pesi massimi del mestiere quali Matt Damon, Zendaya, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Tom Holland, Charlize Theron, Lupita Nyong’o, giusto per fare solo alcuni nomi. «Non sapevo che ci sarebbero stati Anne Hathaway, Tom Holland e Robert Pattinson», ha raccontato ospite del Tonight Show. «Un gruppo di persone fantastiche. Non so che cazzo ci facevo lì. Non volevo che la gente pensasse che fossi stato inserito a forza in questa situazione».
E sul primo ciak, ricorda: «C’erano tutti quegli attori famosi, e io ero in piedi sul tavolo. Ma non era una di quelle feste sfrenate alla Travis, né una semplice serata tra amici. No, era una cosa seria. C’era una telecamera proprio davanti a me. Nolan era lì. E tutti attori erano concentrati sul proprio ruolo, completamente immersi nella parte». A Variety, Nolan ha raccontato divertito l’aneddoto dalla sua prospettiva, avendo a suo modo teso un inganno a Scott lanciandolo subito al centro delle riprese: «L’ho buttato nell’acqua più profonda, con un cast di centinaia di comparse e star del cinema proprio lì. Gli ho detto: “Ok, Travis, salta sul tavolo, inizia a recitare il Canto di Ulisse e cattura l’attenzione di tutti i presenti”».
Continua Nolan: «Volevo qualcuno sullo schermo che recitasse le parole e catturasse l’attenzione del pubblico in modo molto credibile, con cui potessimo identificarci nel mondo di oggi, in modo da comprendere il dramma e l’emozione che derivano dalla narrazione attraverso la poesia». Continua il regista: «Se lo si avessimo considerato in termini troppo aulici, se lo avessimo elevato a un livello superiore e se ne avessimo fatto una versione molto formale di ciò che potrebbe essere un bardo nella reggia di Itaca, lo avrei trovato alienante».
Scott è chiamato ad aprire e chiudere Odissea da due diverse posizioni. Parte come attore nel ruolo di un bardo che alla corte di Penelope ripercorre le gesta di Ulisse (scandendo più volte nel film il canto: «Una guerra. Un uomo. Un inganno. Un inganno per abbattere le mura di Troia e ridurla in cenere tra le urla dei suoi abitanti»). Nei titoli di coda, invece, torna nel ruolo di rapper, in featuring con James Blake (e la produzione di Ludwig Göransson che ha curato tutta la soundtrack) per l’inedita When I’m Home, di cui il rapper ha diretto il video che uscirà a breve.
Non solo attore, rapper, ma anche regista. Infatti l’aneddoto vuole che Scott si presentasse alle riprese con largo anticipo, anche quando non necessario, per fare da ombra a Nolan e provare a rubare più informazioni possibili sul suo modo di lavorare e dirigere: «Chris è un regista straordinario. Ero semplicemente felice di essere lì e di osservarlo».















