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M.I.A. vuole i tuoi soldi

La cantante di ‘Paper Planes’ ha aperto un profilo Patreon. In cambio di un abbonamento mensile offre contenuti esclusivi, video, musica e arte. Intanto, sta lavorando al nuovo album

M.I.A.

Foto: press

“M.I.A. sta creando arte”, promette il profilo Patreon che la cantante di Paper Planes ha aperto oggi. In cambio di una cifra mensile pari a 5 o 10 dollari, M.I.A. promette l’accesso a materiale video esclusivo, la possibilità di assistere a livestream e parlare con lei.

M.I.A. dice di essere su Patreon “perché faccio tanta di quella roba e registro cose extra musicali che su altre piattaforme non funzionerebbero. Sto ancora facendo musica, sto per pubblicare per un’etichetta tradizionale il sesto album che è quasi finito, ma non voglio limitare la mia energia creativa”. È tutto iniziato con il documentario MATANGI / MAYA / M.I.A. “che era solo un pezzetto di quel che ho sul mio hard disk. Quando l’abbiamo diffuso, continuavano a chiederci di vedere altri girati e ho cominciato a cercare un posto dove farlo”.

I filmati d’epoca non sono l’unica cosa offerta ai sottoscrittori di Patreon. La sottoscrizione Arular offre, per 5 dollari al mese, filmati e videodiari, materiali inediti relativi al documentario, l’accesso alla comunità di fan Fly Pirates, visuals creati dalla cantante, livestream. La sottoscrizione Kala costa 10 dollari al mese, dà accesso a quanto detto e in più a un livestream esclusivo mensile, a un Q&A con l’artista ogni 30 giorni, all’accesso privilegiato ai contenuti e a una sorpresa (“può essere una canzone, una ricetta, un manifesto”).

“Non so dove porterà questo viaggio”, scrive M.I.A. “Sto lavorando a film, musica, arte e pubblicherò il processo di lavorazione qui. Voglio che sia divertente e informale, potrebbe essere un ASMR sulla cucina dello Sri Lanka o potrei andare a stare in un ashram in India per un mese e non parlare. Voglio intervistare gente interessante, produrre reportage, vestiti, dipinti, e vedere dove tutto ciò mi porta”.

Patreon è una piattaforma che mette in contatto creatori di contenuti di qualunque tipo e il loro pubblico, permettendo ai primi di essere finanziati dai secondi su base costante. Diversamente dal crowdfunding, infatti, non prevede progetti one shot, ma un rapporto continuativo fra l’artista e i suoi micromecenati. In un’epoca in cui la perdita dei proventi della vendita dei dischi non è stata bilanciata dagli introiti derivanti dallo streaming, Patreon viene usata da musicisti con una fan base agguerrita. È celebre il caso di Amanda Palmer che su Pateron ha oltre 15 mila fan che versano ogni mese una cifra che va da uno a mille dollari.

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