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M.I.A. contro Rosalía: «Il sistema la aiuta a rubare il mio lavoro»

La cantante di ‘Paper Planes’ e ‘Bad Girls’ «contro Satana e la sua squadra di imitatori»

Foto: Xavi Torrent/Wireimage (1), Noah Dillon (2)

La cover story che Vogue ha dedicato a Rosalía ha irritato non poco M.I.A. Com’è noto, la cantante di Paper Planes e Bad Girls si è convertita da tempo al cristianesimo e ha integrato al suo profilo di agitatrice politica quello di voce spirituale. Parallelamente, non ha nascosto simpatie verso la galassia complottista e ha lanciato un marchio di abbigliamento per proteggersi dal 5G, «l’armatura del cavaliere moderno nell’era della guerra tecnologica».

Ora in un tweet, M.I.A. critica aspramente la Rosalía di Lux. La considera una imitatrice e punta il dito contro il «sistema» che permette alla spagnola di fare i soldi sfruttando temi spirituali, mentre lei sarebbe stata «cancellata» in quanto cristiana e, aggiunge in un altro tweet, non bianca.

«Creare falsi profeti per profitto», scrive M.I.A. taggando Vogue. «Sentite, c’è chi tra di noi questa vita la vive sul serio. Non sto dicendo che [Rosalía] mi sta rubando Dio, ma sono stata cancellata in quanto cristiana, eppure lei imita la mia vita e sta facendo i soldi con l’industria e la chiesa cattolica e ha l’intero sistema che la aiuta a rubare il mio lavoro. Mi oppongo a Satana e alla sua squadra di imitatori. Nel nome di Gesù».

Abbinato al tweet ci sono tre foto, due da un servizio fotografico di M.I.A. e una vagamente somigliante di Rosalía per Vogue. In un altro tweet, M.I.A. spiega meglio il suo pensiero e sembra suggerire nell’ultima frase che le sue foto sono state prese dal suo telefono e usate come modello per il servizio di Vogue.

«La gente ha un’industria da un miliardo di dollari alle spalle, io sono un’artista indipendente che paga la propria arte con quello che genero attraverso Ohmni Music e Ohmni Clothing grazie ai fan, perché le masse si stanno svegliando solo ora e sono sempre cadute nei giochi di Satana contro di me».

M.I.A. si dice «felice che Rosalia stia portando Cristo alla sinistra e all’Occidente ed è qualcosa che deve accadere, ma ecco il dilemma… Quando il team che si occupa dell’estetica ruba il mio lavoro, non è una cosa cristiana, posso lasciar perdere e perdonare e porgere l’altra guancia e farmi da parte per uno scopo più grande ma… so che il mio lavoro è la verità perché l’ho vissuto. È costato sacrificio e disciplina. Credo fermamente che non si possa rubare il Vangelo e metterci sopra un nome diverso, se a Marco fosse stato rubato da un imperatore dell’epoca o dal suo vicino perché più giovane o più bianco, e ci avessero messo il loro nome sopra, dicendo di averlo scritto loro, e noi lo avessimo conosciuto come il Vangelo secondo Disney o Kevin, sarebbe ancora la Verità?».

E infine: «Credo nella mia Arte e non faccio parte dell’agenda, questa è l’unica differenza, io obbedisco a Dio e non al sistema. Questa cosa non sarà successa invano. Lo so. Questa stronzata deve finire oggi. Sto anticipando la data di pubblicazione del mio LP, uscirà quattro mesi prima. Queste immagini sono dal mio telefono. A cui ogni azienda ha accesso».

In un altro tweet: «Sono stufa che continuino a cancellarmi e a mettermi in shadow ban in modo che non possa portarvi il messaggio, e poi danno spazio a persone che prendono in prestito l’estetica e lodano il diavolo. Inizio oggi questa battaglia. Combatto per ciò che è mio e per tutto ciò che è divino, nessuno me lo porterà via questa volta. Gesù è dalla mia parte».

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