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Lucio Battisti finanziava la destra o è una «balla stratosferica»?

Secondo una nota confidenziale indirizzata al Ministero dell’Interno, il cantautore avrebbe sovvenzionato un movimento legato all’MSI. Ma nemmeno chi ha trovato la nota dà credito alla cosa

Lucio Battisti

Foto: Numero Uno

L’idea che Lucio Battisti avesse simpatie di destra non è nuova. Ora però un documento citato da Aldo Giannulli, ricercatore in storia contemporanea e consulente di varie procure, lo descrive come finanziatore di un’organizzazione di destra chiamata Comitato Tricolore e vicina all’MSI. O forse si tratta di una «balla stratosferica», come suggerisce lo stesso Giannulli.

In questa videointervista fatta dal giornalista Michele Bovi e lanciata da Rockol, Giannulli racconta di essersi imbattuto in una nota confidenziale per l’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno nel corso di ricerche per l’autorità giudiziaria che indagava sulle stragi degli anni ’70. In quella nota «si dice che Battisti avrebbe finanziato il Comitato Tricolore che provvedeva all’assistenza di giovani di destra arrestati, processati o in carcere, Comitato Tricolore fondato e diretto dal senatore Mario Tedeschi, del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale e direttore del Borghese».

Giannulli aggiunge di non aver dato alcun credito al documento. «Di note confidenziali che contengono balle stratosferiche ne ho trovate parecchie e questa aveva il profumo della nota tirata giù per aumentare il compenso» dato dal Ministero agli informatori. Giannulli aggiunge di avere chiesto anni dopo un parere a Bruno Lauzi. «Si mise a ridere. Mi disse che Battisti non aveva mai avuto particolari passioni politiche, che secondo lui al massimo votava per il Partito Repubblicano e che comunque era avaro e non avrebbe mai sottoscritto né per quel comitato, né per altri».

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