È stata annunciata la lineup completa della quinta edizione di Lost Festival, in programma nel 2026 presso il Labirinto della Masone, appena fuori Parma, dal 3 al 5 luglio. Il festival diretto da Luca Giudici, oramai punto di riferimento dell’estate alternativa italiana, conferma il proprio focus su performance dal vivo, spesso irripetibili, costruite ad hoc per lo spazio e pensate come interventi site-specific più che semplici concerti.
Il cuore pulsante sarà il 4 luglio, data simbolica in cui il collettivo americano Prison Religion presenterà in anteprima mondiale Psalmas, un progetto che promette di spingere ulteriormente il cortocircuito tra elettronica, screamo e performance audiovisiva. Ma è solo uno dei molti debutti: tra le world premiere spicca anche quella di Yawning Portal, che porterà una versione estesa e destrutturata del nuovo lavoro pubblicato su Year0001.
Lost si conferma anche come spazio di attraversamento culturale. Il progetto Duori di Heith insieme ai Tarawangsawelas nasce da una ricerca sul campo in Indonesia e trasforma la musica sacra della Giava Occidentale in materia contemporanea. Il duo Saint Abdullah & Eomac farà il suo debutto live italiano, mentre Segret Guest (progetto di Ange Halliwell & Pablo Altar) porterà ritualità intime nel labirinto. E ancora gli ensemble temporanei: 20_14 Assembly – con Rune Kielsgaard, Voice Actor e Felisha Ledesma – nasce come progetto irripetibile, così come BV/XT, incontro tra Ben Vince e Xterea.
Geografie sonore che si allargano: dal Cairo arriva Abosahar con la sua trobby music, mentre da Barcellona il collettivo Jokkoo Collective continua a intrecciare diaspora africana e club culture europea. Sul versante live, Jabu espande il proprio universo tra dub e ambient, mentre Dylan Henner lavora sulla sintesi vocale come materia emotiva. Tra i DJ set, Kiernan Laveaux devia verso selezioni più eclettiche, mentre Gyrofield chiuderà il festival con un set che attraversa drum & bass e techno liquida.
Non mancano connessioni con etichette chiave della contemporaneità: da XL Recordings arrivano Kavari e Keiyaa, mentre Foodman continua a portare il footwork fuori asse. E ancora: Microplastics, More Eaze, Raisa K con Coby Sey, fino all’energia percussiva di RHR.
Attorno, tutto il resto: oltre 200 mila piante di bambù, un pubblico sempre più internazionale (30%) e una comunità che continua a ridefinire le coordinate di inclusività del festival – con il 60% dei partecipanti che si identifica come female, queer o nonbinary.
In un panorama saturo di eventi replicabili, Lost resta un’anomalia.
I biglietti si acquistano qui. Rolling Stone Italia sarà media partner del festival.










