Lorde ha pubblicato ‘Take Me to the River’, la sua versione «pixellata» del classico dei Talking Heads | Rolling Stone Italia
Incontro fra strambi

Lorde ha pubblicato ‘Take Me to the River’, la sua versione «pixellata» del classico dei Talking Heads

Quando cantava il pezzo di Al Green, David Byrne era «un predicatore, un fuoco controllato, un animale selvaggio» che in un vecchio video sgranato le ha fatto scoprire «senso dell’umorismo, lussuria, ritmo»

Lorde ha pubblicato ‘Take Me to the River’, la sua versione «pixellata» del classico dei Talking Heads

Lorde

Foto: Lauren Tepfer

Lorde ha pubblicato la sua versione del classico dei Talking Heads Take Me to the River, a sua volta una cover di Al Green. Dopo Burning Down the House rifatta dai Paramore e Making Flippy Floppy da Teezo Touchdown, è il terzo estratto dal disco tributo collettivo Everyone’s Getting Involved: A Tribute to Talking Heads’ Stop Making Sense che uscirà per celebrare i 40 anni del film-concerto diretto da Jonathan Demme e che contiene cover tra gli altri di Miley Cyrus e National.

Unitamente al pezzo, Lorde ha diffuso uno scritto in cui ricorda la scoperta del gruppo di David Byrne: «La ricordate la prima volta che avete ascoltato i Talking Heads? Vi racconto la mia. È il 2008. Ho 12 anni, gli occhi dipinti di nero e la mascella devastata dall’acne. La mia cameretta è un groviglio di poster, giocattoli scassati, cartelli stradali. Ho già dato un bacio con la lingua».

La madre le mostra un video dei Talking Heads su YouTube. «È sgranato, al massimo 240p. C’è una band d’altri tempi che si esibisce in uno show televisivo. Il cantante indossa un completo, ha gli zigomi alti e i capelli scuri tirati all’indietro. Alla sua sinistra una bionda suona il basso». In quel video sente Byrne che «canta un pezzo che parla di desiderare qualcuno senza sapere perché. È un predicatore, un fuoco controllato, un animale selvaggio. Si muove come non ho mai visto fare a nessuno, gli occhi gli si rovesciano indietro. Sa come ci si sente a baciare con la lingua».

«Senso dell’umorismo, lussuria, ritmo e rituale mi attraversano. Non capisco quel che sto provando, ma capisco che la band in quel video sgranato è stramba quanto me. Mi formicolano i palmi delle mani. Le mie viscere sono sottosopra. Mi sento cambiata».

Lorde racconta la sua Take Me to the River come una versione pixellata del pezzo del 1978. «È la mia interpretazione di quell’esperienza spirituale pixellata. Non mi sono data il permesso di rimetterla troppo a posto, doveva sembrare giovane e imperfetta, come i poster scrostati, la mascella con l’acne. È un grande onore far parte di questa compilation. Mi fa tornare indietro nel tempo e appendere qualcosa alla parete di quella ragazza. Spero vi piaccia».

A questo link una conversazione del 2021 tra David Byrne e Lorde.

Lorde - Take Me to the River (Visualizer)
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