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L’opera di John Adams arriva a Roma

Da venerdi a domenica all'Auditorium di Roma John Adams, uno dei compositori contemporanei più noti al mondo, dirige l'orchestra di Santa Cecilia nell'oratorio “The Gospel according to the other Mary”

Da venerdi a domenica all’Auditorium di Roma John Adams, uno dei compositori contemporanei più noti al mondo, dirige l’orchestra di Santa Cecilia nell’oratorio “The Gospel according to the other Mary” per Romaeuropa Festival: una Passione di Cristo scritta alla maniera di Bach e Handel, raccontata dalle donne Maria, Marta, dal loro fratello Lazzaro, e attraversata dalle suggestioni della cronaca recente: il metoo, la brutalità della polizia, l’attivismo sociale, la solidarietà e l’indifferenza. Il libretto di Peter Sellars, abituale collaboratore di Adams, mischia il Vangelo con gli scritti di attiviste e poetesse americane: Dorothy Day, Rosario Castellanos, June Jordan; Hildegarde Von Binden e la poesia “Pasqua” di Primo Levi.

Adams ha 71 anni, vive a Berkley. Ha abbandonato ben presto il serialismo e l’avanguardia europea in nome di un’”arte dell’emozione”, quasi neoromantica. Oggi la sua musica è anche un prodotto del clima della San Francisco di fine anni ’60: il minimalismo e la psichedelia, il jazz e il rock, Duke Ellington e Jimi Hendrix. Musica per orchestra, di grandi dinamiche sonore, scrittura eclettica e dialogo profondo con il pubblico. Certo è uno degli autori più “accessibili” nel panorama della musica contemporanea. Tuttava lungo tutto il testo di questo “The Gospel” Adams lavora con un senso malheriano della teatralità e della messa in scena. Cerca i fortissimo e le dissonanze, si sottopone alla seduzione della parola cantata, affronta un’eredità complessa (quella delle Passioni, ma anche della musica sacra) profondamente radicata nella storia della musica.

Questo Gospel ci porta senza soluzione di continuità da un carcere contemporaneo alla scena della resurrezione di Lazzaro, da un violenta retata della polizia alla salita del Golgota. Nel libretto si immagina che la casa di Maria e Marta – uno dei luoghi raccontati dal Vangelo – sia una specie di rifugio per le donne maltrattate. Il rapporto di Adams con la religione è quello di un “liberal laico”, attento a cogliere gli aspetti politici e sociali del cristianesimo. Che allo stesso tempo fa propria la grande lezione democratica e politica della musica classica americana: Copeland, Charles Ives. Lui che ha scritto opere su Nixon e Mao, sull’11 settembre, sul ciclone El Nino. Radical antitrumpiano oggi dedica ai morti della Sinagoga di Pittsburgh i versi di Primo Levi alla fine del primo atto di The Gospel, trasformati in un’affascinante canzone sull’accoglienza dell’Altro e la speranza di giustizia.

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