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L’omaggio di Gianni Maroccolo ai Litfiba: «I migliori nella storia della musica italiana»

Stasera la band di Piero Pelù e Ghigo Renzulli terrà quello che è stato annunciato come l’ultimo concerto prima dello scioglimento. L’ex bassista, che è poi entrato nei CSI, li celebra così

Foto: Luciano Viti/Getty Images

Stasera al Forum di Assago i Litfiba terranno il concerto finale non solo dell’Ultimo Girone Tour, ma anche della loro storia. Piero Pelù e Ghigo Renzulli chiudono così un’avventura iniziata quarant’anni fa e a celebrarla è anche Gianni Maroccolo, che ha fatto parte della formazione negli anni ’80, suonando nei dischi più importanti della band prima del boom commerciale.

«Porre fine ad una bellissima storia non è mai facile», scrive Maroccolo su Facebook. «Non lo fu per me quando decisi di lasciare il gruppo tanto tempo fa e immagino sia ancora più difficile per Ghigo e Piero che quella storia l’hanno tenuta in vita da soli per altri 30 anni. Che ci si creda o meno non m’ importa, ma anche a me dispiace tanto che stasera si celebri “The Last Waltz” dei Litfiba. mi stranisce. Insomma, per quanto annunciato da mesi solo ora me ne rendo pienamente conto. Che “una parte di me resti per sempre lì” (non è una citazione retorica) è assodato. È lì dal 1980 e lì rimarrà per sempre».

«I Litfiba in tutte le loro mutazioni sono stati e rimarranno uno dei gruppi più importanti della storia della musica italiana anzi, per me i migliori in assoluto. Dopo che andai via sentivo spesso la loro mancanza, ma i Litfiba comunque c’erano. Da oggi invece mi mancheranno inevitabilmente ancora di più. Che stasera sia una Festa! Vi ho nel cuore. Vi abbiamo nel cuore. Lunga Vita!!».

E in fondo al post, conoscendo Facebook: «P.S. Vi chiedo il favore di evitare commenti fuori luogo, offese e battutacce. Non è davvero il caso e vorrei evitare di chiudere i commenti al post. Grazie di cuore».

Nella nostra cover story Pelù e Renzulli ci hanno raccontato che cosa hanno intenzione di fare dopo il concerto di Stasera. Piero: «Intanto ci godiamo la vita perché da quando ho 18 anni non ho smesso un solo giorno di lavorare con la musica, potrei finalmente respirare un po’. Sicuramente mi farò un viaggio… Ma di sicuro, e penso che anche Ghigo sia d’accordo, non smetteremo mai di confrontarci con la musica perché è terapeutica». Ghigo: «No, non esiste, perché mai dovremmo smettere?».

E cosa si diranno appena scesi dal palco del Forum? Piero: «Arriviamoci e poi vediamo, magari gli spacco la faccia prima del 22 dicembre».

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