L’omaggio dei Backstreet Boys a Aaron Carter, «uno di famiglia» | Rolling Stone Italia
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L’omaggio dei Backstreet Boys a Aaron Carter, «uno di famiglia»

L’abbraccio sul palco della O2 Arena di Londra, il brano dedicato, le parole del fratello Nick su Twitter: «La verità è che in questa storia sono la dipendenza e la malattia mentale i veri cattivi»

I fratelli Carter (Aaron e Nick) nel 2002

Fotoo by SGranitz/WireImage

I Backstreet Boys hanno reso omaggio a Aaron Carter, l’ex teen idol e fratello di Nick Carter scomparso sabato scorso. Ieri sera, durante l’esibizione del gruppo alla O2 Arena di Londra, i Backstreet hanno mostrato un montaggio di immagini di Carter sul finale di No Place.

Per il tributo a Carter è stata scelta quella canzone, ha poi spiegato Kevin Richardson, perché parla di famiglia.

Alla fine del brano ha preso la parola Richardson mentre i restanti membri della band si sono stretti attorno a Nick, visibilmente scosso e in lacrime, nel tentativo di consolarlo: «È una serata triste perché abbiamo perso uno di famiglia. Abbiamo cercato di trovare un momento della performance per ricordarlo. Il fratellino di Nick, Aaron Carter, è morto ieri. Fa parte della nostra famiglia e vi ringraziamo per l’amore, i messaggi, il supporto che ci avete dato».

Poche ore prima, Nick Carter aveva postato su Twitter alcune foto di famiglia col fratello accompagnate da questo messaggio: «Ho il cuore spezzato. Anche se con mio fratello avevo un rapporto complicato, non ho mai smesso di volergli bene. Ho sempre nutrito la speranza che in qualche modo, un giorno, imboccasse un cammino sano e che alla fine trovasse l’aiuto di cui aveva disperatamente bisogno».

«Siamo portati a volte a dare a qualcosa o a qualcuno la colpa di una perdita. La verità è che in questa storia sono la dipendenza e la malattia mentale i veri cattivi. Mio fratello mi mancherà più di quanto si possa immaginare. Ti voglio bene fratellino».

Anche Hilary Duff ha ricordato Aaron Carter sui social: «Mi rincresce che tu abbia avuto una vita tanto dura e che abbia dovuto lottare con lo sguardo del mondo puntato addosso. La tua esuberanza era affascinante… quanto ti amava la mia me teenager».