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Little Simz ha vinto il Mercury Prize 2022

L’album della rapper ‘Sometimes I Might Be Introvert’ ha battuto i dischi di Harry Styles, Wet Leg, Yard Act. Le congratulazioni del sindaco Sadiq Khan: «Londra è fiera di te». Ma la cantante ha dovuto cancellare il tour americano: sarebbe andata in perdita

Little Simz ai Mercury Prize 2022

Foto: JMEnternational/Getty Images

Little Simz ha vinto il Mercury Prize 2022. Il suo Sometimes I Might Be Introvert ha battuto i dischi di Harry Styles, Sam Fender, Self Esteem, Wet Leg, Yard Act, Gwenno, Fergus McCreadie, Jessie Buckley & Bernard Butler, Joy Crookes, Kojey Radical, Nova Twins.

«L’album che abbiamo scelto» ha detto DJ Jazz Supernova presentando il premio nella serata che si è tenuta ieri sera all’Eventim Apollo di Londra «tratta temi sia personali che politici. E la musica è tanto varia quanto sofisticata».

Istituito nel 1992, assegnato da una giuria di artisti e addetti ai lavori spesso allineata ai gusti della critica britannica, il Mercury è uno dei premi più prestigiosi dell’industria discografica inglese e irlandese. In passato è andato a Screamadelica dei Primal Scream, al primo degli Suede, a Dummy dei Portishead. E poi a Franz Ferdinand, PJ Harvey (due volte), The xx, Alt-J, James Blake, Benjamin Clementine.

E insomma, il Mercury è il premio che va al disco giusto al momento giusto. L’anno scorso è stato vinto da Collapsed in Sunbeams di Arlo Parks, due anni fa da Kiwanuka di Michael Kiwanuka. Il Mercury prevede anche un premio in denaro: 25 mila sterline.

Tra le persone che si sono congratulate con Little Simz c’è il sindaco della capitale inglese Sadiq Khan che ha scritto che «Londra è fiera di te». Hanno elogiato la cantante anche colleghe come Laura Mvula e Tracey Thorn.

Little Simz, scrivevamo nella nostra intervista di un anno fa, è la regina introversa dell’hip hop inglese, anche se in Sometimes I Might Be Introvert si trovano elementi non solo rap, ma legati a un’idea più ampia di musica black. «Per molto tempo» ci diceva la cantante e attrice 28enne che fa i suoi dischi col produttore e amico d’infanzia Inflo e collabora col collettivo Sault «ho avuto quest’idea di come sarebbe stato una volta che avessi avuto successo, e quando ho ottenuto un po’ di fama sono stata incredibilmente grata di avercela fatta, perché era tantissimo che ci lavoravo su. Allo stesso tempo, però, mi sono chiesta: perché a me?».

Non che vada tutto bene. Simz, che è venuta per la prima volta in Italia nel 2019, è una delle artiste che sta soffrendo della crisi della musica live anglo-americana che tocca i performer di media statura. Ad aprile ha cancellato il tour americano: «Sono un’artista indipendente, pago di tasca mia tutto ciò che è legato alle mie performance e andare in tour negli Stati Uniti per un mese avrebbe creato un gran buco nelle mie finanze. Per quanto m’addolori non vedervi in questo momento, non sono in grado di reggere questo stress».

Nel caso non l’abbiate ancora sentito, ecco Sometimes I Might Be Introvert:

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