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L’immortale bufala sulla morte di Avril Lavigne

Il rumor preoccupa i fan della cantante di 'Complicated' già dal 2003

Avril Lavigne è viva.

Nel giorno del 15esimo anniversario della sua hit Complicated è tornata a circolare in rete la bufala secondo cui la cantante sarebbe morta nel 2003 e rimpiazzata da un sosia. Se non sapete di cosa stiamo parlando, questo post del 2011 contiene tutte le informazioni fondamentali.

L’idea di base è semplice: Avril Lavigne, all’epoca al picco della sua carriera, si sarebbe suicidata nel 2003 dopo la morte del nonno. La sua etichetta, invece di accettare l’evento, avrebbe deciso di utilizzare Melissa Vandella – la doppelgänger che teoricamente posava al posto di Avril per i paparazzi – al suo posto per sfruttare al massimo il momento di celebrità.

La Vandella, poi, avrebbe inciso Under My Skin (“Da qui in poi non si parla più della vera Avril”, si legge sul blog, “ma di ‘Avril Lavigne’ con la faccia di un’altra cantante”) e disseminato di indizi i brani successivi. Questo post, insieme a immagini sulle differenze nei lineamenti e nella calligrafia della Lavigne, costituisce il grosso delle prove a favore della teoria.

C’è solo un piccolo problema. Come spiegato in questo articolo di BuzzfeedEcco come ho accidentalmente fatto diventare virale la bufala su Avril Lavigne – il post sul blog brasiliano è stato pensato proprio per dimostrare come vengono costruite le teorie cospirazioniste più note del web. Non solo, in cima al post c’è un chiarissimo disclaimer, ma non è servito a fermare la rapidissima diffusione della bufala su internet.

Arriviamo ai giorni nostri. La scorsa settimana la teoria è tornata forte su Twitter, ecco il primo tweet:

C’è voluto poco per arrivare a questo:

E questo:

Ah, il mondo di internet:

E, per concludere:

Lo ripetiamo: niente di tutto quello che avete appena letto è vero. Avril Lavigne è attiva sui social media e pubblicherà un disco nel corso dell’anno. La teoria e i contenuti di quel post, però, continuano a circolare in rete aiutati da chi continua a crederci. Proprio per questo siamo sicuri che ne riparleremo.

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