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Ligabue e Campovolo 3: l’annuncio di una grande festa per il 19 settembre

Ieri sera l'annuncio con un concerto del rocker di Correggio, è il momento della svolta?: «Io mi sento sempre nuovo, anche se magari per gli altri non è proprio così»

Ligabue al Campovolo di Reggio Emilia, foto di Jarno Iotti

Ligabue al Campovolo di Reggio Emilia, foto di Jarno Iotti

Notte. Cinque autobus avanzano lentamente a fari spenti sulla pista di un aeroporto. A bordo circa duecento giornalisti. Non è la fuga da Sarajevo in fiamme né la visita all’Area 51, ma l’atmosfera misteriosa contribuisce ad aumentare la curiosità dei passeggeri. Ci fanno scendere, siamo in piedi lungo la pista dell’aeroporto di Reggio Emilia, ci guardiamo un po’ intorno nel buio cercando di capire cosa succede. Improvvisamente si accende un pannello luminoso a lato della pista, è l’immagine della copertina del primo disco di Ligabue, uscito esattamente 25 anni fa, il 7 maggio 1990. Subito dopo si illuminano in fila altri 17 pannelli, uno per album (live e raccolte compresi) fino ad arrivare al recentissimo “Giro del Mondo” che testimonia il tour mondiale di Ligabue.

Sì, siamo tutti qui per lui, ci hanno invitato a questa strana conferenza stampa e siamo tutti curiosi di ciò che dovrà dirci, anche se si era già diffusa l’indiscrezione su una nuova edizione del megaconcerto al campo volo di Reggio Emilia. E allora ci incamminiamo lungo la pista, passando accanto all’immagine di ogni album, per averne la conferma. L’abbiamo poco dopo, dopo aver assistito a una piccola esibizione di Luciano, solo sul palco, voce e chitarra. Una canzone per album: Sogni di rock and roll da Ligabue (1990), Certe notti da Buon compleanno Elvis (1995) e C’è sempre una canzone, prestata e Luca Carboni e ripresa dal suo autore come inedito nel cofanetto appena uscito.
25 anni dall’esordio, 20 dalla consacrazione, 10 dal primo Campovolo (col record di 165mila paganti). Che il 2015 sarebbe stato un anno di festeggiamenti ce lo si lo poteva aspettare. E allora la festa sarà il 19 settembre. Per tutti i dettagli su biglietti e logistica (mongolfiere incluse!), potete leggere il Ligachannel. Sappiate comunque che sarà forse il concerto più lungo di Ligabue, una maratona in cui riproporrà per intero i due album citati, con le formazioni originali, e nella terza parte una cavalcata tra i successi degli ultimi vent’anni.
Mentre alla domanda su possibili ospiti Luciano ha detto che al momento non sono previsti.

La canzone è la riduzione del melodramma, e per questo è fatta per arrivare alla gente

Ligabue pensiero 2015
A proposito della sua scrittura Luciano ha raccontato come da ragazzo fosse un appassionato di cantautori e rock progressive, che cercava in qualche modo di unire, con risultati a suo dire imbarazzanti. Finché, una domenica pomeriggio, non ha scritto una canzone sulla serata precedente. Un sabato sera di ragazzi di provincia che alle quattro del mattino si ritrovano a vagare in macchina suonando e cantando in playback sulle canzoni dei loro gruppi preferiti. Usando il linguaggio comune era nato il mondo piccolo ma vero di “Sogni di rock and roll”, “di cui tutte le altre mie canzoni sono un po’ figlioccie”, anche se all’inizio per raccontarsi mandava avanti i personaggi che raccontava, poi lo ha fatto in prima persona.

Luciano ha ammesso anche gli errori commessi nella sua carriera. Il film Da zero a dieci, che non è riuscitissimo, e gli album Sopravvissuti e sopravviventi (1993) e Miss Mondo (2001) perché non sono arrivati al pubblico come avrebbe voluto.

Perché Ligabue vuole che le sue canzoni siano popolari, e lo rivendica. Vuole che arrivino al maggior numero di persone possibili: «La canzone è la riduzione del melodramma, e per questo è fatta per arrivare alla gente». E ancora: «Le mie canzoni sono mainstream, il resto delle cose che faccio no (film, racconti, poesie)».
Ammette che a volte ha pensato di uscire con un album più “d’autore”, con un certo tipo di testi e di arrangiamenti, ma poi gli è sembrato di venir meno al suo «impegno con la canzone e con il pubblico» e ha temuto che forse alla fine non sarebbe stato nemmeno capito un disco così.

È forse questo un momento celebrativo che segnerà una svolta per un nuovo Ligabue? «Personalmente io mi sento sempre nuovo… anche se magari per gli altri non è proprio così».

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