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Le reazione dei musicisti italiani alla morte di Ennio Morricone

Dai Vasco Rossi ai Calibro 35, passando per Giorgia e Cesare Cremonini, ecco come il pop italiano sta rendendo omaggio sui social al grande compositore

Ennio Morricone nel 2016 alla O2 Arena di Londra

Foto: Jim Dyson/Redferns

«Il privilegio dell’artista è morire sapendo che la sua arte non morirà mai». Vasco Rossi non è certo l’unico artista italiano che ha reso omaggio a Ennio Morricone. Ecco le reazioni dei musicisti italiani.

Per Morgan, la sua opera dev’essere di lezione «a questa Italia di oggi pavida e incapace di innovare, di ricercare e portare stili e generi mai sentiti».

 

 
 
 
 
 
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È morto Ennio Morricone… Ennio Morricone è stato senza dubbio il più grande musicista ‘italiano nel mondo’ della nostra epoca. Perché è riuscito a sfondare? Perché ha trovato l’equilibrio perfetto tra la musica classica e il pop senza mai rinunciare all’una per l’altra. Nella musica di Morricone c’è audacia, il suo approccio gli ha permesso di maneggiare sia la ‘canzonetta’ -trasformandola in un gioiello (il cielo in una stanza, se telefonando, il barattolo, cuore…) e sia il grande sinfonismo – rendendolo fruibile per tutti. Tutto il cinema Americano degli ultimi 50 anni deve qualcosa a Ennio Morricone così come la musica leggera , soprattutto per gli arrangiamenti degli anni sessanta che sono stati ispiratori di molte correnti musicali pop/rock internazionali come il triphop, l’acid jazz, tutto il suono chiamato ‘lounge’, che discende dalla schiera di autori delle musiche da cinema italiani (Piccioni, Trovaioli, Carpi, Piovani…) di cui Morricone è considerabile il capostipite. La sua lezione deve servire a questa Italia di oggi pavida e incapace di innovare, di ricercare e portare stili e generi mai sentiti. Morricone non aveva paura della dissonanza, questo è il principale problema che invece coinvolge la quasi totalità della musica italiana odierna.

Un post condiviso da Marco “Morgan” Castoldi (@morganofficial) in data:

Vasco Rossi scrive che «il privilegio dell’artista è morire sapendo che la sua arte non morirà ma».

 

 
 
 
 
 
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Il privilegio dell’artista è morire sapendo che la sua arte non morirà mai.. W il Maestro Ennio Morricone! 💙 #EnnioMorricone

Un post condiviso da Vasco Rossi (@vascorossi) in data:

I Calibro 35 scrivono: «Troppo dolore stamattina. Buon viaggio Maestro, grazie per tutto quello che abbiamo imparato da te».

 

 
 
 
 
 
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Troppo dolore stamattina. Buon viaggio Maestro, grazie per tutto quello che abbiamo imparato da te. #enniomorricone

Un post condiviso da CALIBRO 35 (@calibro_35) in data:

Emma Marrone si limita a un «Grazie Maestro» accompagnato da un cuore spezzato.

 

 
 
 
 
 
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Grazie Maestro 💔 #enniomorricone

Un post condiviso da Emma Marrone (@real_brown) in data:

Anche Cesare Cremonini ringrazia il maestro Morricone.

 

 
 
 
 
 
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Grazie, maestro Ennio Morricone. Emozione fortissima e privilegio enorme. Ispirazione costante.

Un post condiviso da cesarecremonini (@cesarecremonini) in data:

Francesca Michielin scrive che «svegliarmi e apprendere che ci ha lasciati Ennio Morricone è stato un pugno nello stomaco».

Giorgia loda il «saper fare, con la musica, l’eternità».

Colapesce ricorda che «con il tema di Nuovo cinema paradiso ho pianto per la prima volta ascoltando un tema musicale e non avrò avuto 10 anni, poi ti ho riscoperto all’università con il gruppo Nuova Consonanza e mi hai liberato dalle frustrazioni quando dichiarasti che l’avanguardia è solo un momento di crisi».

Massimo Martellotta dei Calibro 35 ricorda una frase del compositore: «La musica mi ha salvato da fame e guerra. Ma l’arte è puro talento, la sofferenza non c’entra».

Levante definisce Morricone «uno dei più grandi geni del nostro tempo, un essere umano dalla poesia irraggiungibile».

Per Motta, il compositore era «semplicemente il migliore di tutti».

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Semplicemente il migliore di tutti. Arrivederci Maestro.

Un post condiviso da Motta (@mottasonoio) in data:

«Il compositore dei capolavori assoluti. Arrivederci Maestro», dice Paola Turci.

Anche Gianni Morandi saluta Morricone su Instagram: «Ciao Maestro. Non smetterò mai di dirti grazie».

Samuel dei Subsonica racconta cosa ha provato la prima volta che ha ascoltato Se telefonando, poi ringrazia Morricone «per avermi insegnato che un pensiero ricercato e profondo può essere anche di semplice fruizione. Soprattutto se si tratta di una canzone».

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Ero molto piccolo quando ascoltai per la prima volta "Se telefonando", la prima cosa che pensai fu: “questa canzone mi piace molto". All’epoca avevo solo l’istinto a guidarmi e quella canzone scritta da Ennio Morricone soddisfaceva in pieno i miei gusti. Senza contare che a cantarla c’era una giovanissima Mina, regina e sovrana di tutte le voci d’Italia nei decenni successivi. Solo dopo molti anni di musica sul groppone mi resi veramente conto della raffinatezza e dell’elaborazione di quel brano. Di come una costruzione musicale cosi complessa e pensata potesse risuonare semplice potente e piacevole all’orecchio di un poppante come me all’epoca. Caro Maestro, io la ringrazio per questo, per avermi insegnato che un pensiero ricercato e profondo può essere anche di semplice fruizione. Soprattutto, se si tratta di una canzone. Non ci fosse stato questo insegnamento molto probabilmente #Strade dei @subsonicaofficial non sarebbe mai esistita. Grazie e Buon viaggio. #EnnioMorricone

Un post condiviso da Samuel Romano (@samuelufficiale) in data:

Cristiano Godano dei Marlene Kuntz racconta di un incontro con Morricone ai tempi di Bianco Sporco. «Facevamo il mix al Forum Music Village di Roma, fra i cui fondatori c’è proprio il grande compositore. Si sparse la voce che passava spesso, e abbiamo chiesto ai ragazzi dello studio di farcelo incontrare», scrive Godano. «Decidemmo di fargli ascoltare Amen, e non si capì bene se gli era davvero piaciuto. Alla fine della giornata uno dei ragazzi ci venne a dire che a loro aveva confessato: Sono bravi questi qua. Noi gongolammo di piacere».

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È morto il grande Ennio Morricone e la sua grandezza è stata tale che i social in questo momento stanno esplodendo di messaggi in sua memoria. Oltre ad aggiungermi al coro di voci con altrettanta emozione, voglio lasciare un ricordo personale, sperando possa regalarvi un piccolo brivido. Mixammo, coi Marlene, il nostro disco Bianco Sporco al Forum Music Village di Roma, fra i cui fondatori c'è proprio il grande compositore. Con noi lavoravano Rob Ellis e Victor Van Vugt. Si sparse la voce che Morricone ci passava spesso, e in tutti noi esplose istantaneo il desiderio di potergli far sentire qualcosa, semmai fosse accaduta realmente una sua visita. E in effetti… Fummo spudorati, e chiedemmo in modo accorato ai ragazzi dello studio di riferirgli della nostra smania: ci ammiravano molto, e dunque pensavamo di poter chiedere loro questo favore. Infine dunque, dopo essere effettivamente arrivato in studio ("hey, è di là… è arrivato!"), si lasciò convincere e venne a trovarci in sala regia. Con Rob e Victor decidemmo di fargli ascoltare Amen, una canzone che ha in sé un qualcosa di vicino a certe sue atmosfere celeberrime. La sala regia in quello studio è sontuosa e enorme: disposta su due piani permette, dall'alto, di posizionarsi dietro al mixer per ascoltare. Ciò che lui fece. Un silenzio emozionato attanagliò tutti noi (Rob più di tutti: la bellissima sezione d'archi del pezzo l'aveva congegnata lui, e Morricone… con gli archi ci sapeva fare). Si posizionò ieratico, con le mani dietro la schiena e il capo chino, dominando la scena dall'alto, mentre il "guitto dell'anima" del testo esibiva le sue donchisciottesche disgrazie. Furono cinque densissimi minuti, e il crescendo strumentale portò tutti noi verso apici di vertiginosa sospensione. Alla fine ci guardò con una sorta di riserbo imperscrutabile e si complimentò, in modo altrettanto ieratico, spendendo pochissime parole. Poi il congedo. Non si capì bene se gli era davvero piaciuto, ma l'emozione restò intensa. Alla fine della giornata uno dei ragazzi dello studio ci venne a dire che a loro, in separata sede, aveva confessato: "Sono bravi questi qua". E noi gongolammo di piacere.

Un post condiviso da Cristiano Godano (@cristianogodano) in data:

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