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Le nostre 10 collaborazioni di Iggy Pop preferite

Da David Bowie ai Simple Minds passando per Alice Cooper. Buon ascolto

Iggy Pop. Foto: Andreas Neumann

Iggy Pop. Foto: Andreas Neumann

L’estrema versatilità di Iggy l’ha reso negli anni la persona perfetta per fare un featuring. Nonostante il suo partner musicale più famoso sia stato David Bowie, Iggy ha prestato la sua voce a una serie di musicisti molto diversi tra loro, dal punk alla new-wave, passando per l’elettronica arrivando alle popstar. Abbiamo scelto 10 collaborazioni particolarmente riuscite:

The Stooges, “I Wanna Be Your Dog” (feat. John Cale) (1969)

Il manager degli Stooges, Danny Fields, chiese a John Cale di supervisionare l’album di debutto della band. Scelta che si rivelò particolarmente azzeccata in quanto Cale contribuì con diverse brillanti idee. Come la ritmica del pianoforte in I Wanna Be Your Dog. Ma più importante è stato sicuramente il suo intromettersi nelle dinamiche del gruppo al fine di rendere professionali delle esibizioni punk.

«I ragazzi non suonavano a dovere se non c’ero io a ballargli intorno» disse Iggy ricordando quei momenti. «Credo ci fosse qualcosa che li imbarazzasse, come un muro da abbattere. Più suonavo e più si prendevano bene. Ma capitemi, era davvero stancante!»

“Lust for Life” (con David Bowie) (1977)

»David è stata la persona che mi ha riportato alla vita» ha detto Iggy dopo la scomparsa di Bowie, qualche mese fa. La sua fondamentale amicizia mi ha salvato dalla distruzione professionale e personale». Bowie incontrò Iggy nel 1971e, l’anno successivo, il Thin White Duke avrebbe prodotto l’ultimo album degli Stooges, Raw Power. Iggy si riferisce a quella volta in cui perse il controllo e si ritrovò in un ospedale psichiatrico. Bowie andò a trovarlo, lo invitò ad andare in tour insieme e a restare pulito. I due andarono in Germania, e proprio lì, Iggy avrebbe prodotto i suoi album migliori: The Idiot e Lust for Life. La title track di quest’ultimo fu composta mentre erano sdraiati sul pavimento, con Bowie che fece un riff con l’ukulele del figlio Duncan. Negli anni ’80 poi Bowie registrò le proprie versioni delle canzoni che lui e Iggy avevano scritto insieme negli anni ’70. Tra queste c’era China Girl, che contribuì ad aiutare le finanze di Pop, in un periodo non troppo roseo.

“Play It Safe” (feat. Simple Minds) (1980)

Mentre Iggy stava registrando Soldier ai Rockford Studios in Galles, lui e Bowie decisero di aver bisogno di un corista per cantare I want to be a criminal/Play it safe come se fosse un coro da stadio. Nel mentre, un gruppo new wave scozzese stava registrando negli stessi studi. Ed è così che i Simple Minds finirono sulla traccia. Con i suoi soliti metodi diplomatici, Bowie disse: «Perché le persone che cantano di professione non fanno un passo verso il microfono e, viceversa, gli altri fanno un passo indietro?» ha rivelato Jim Kerr a Mojo. «Questo è il modo in cui mi trovai a cantare tra Bowie e Iggy Pop. Ricordo inoltre che Bowie mangiava tantissimo formaggio. E non avrei mai pensato che fosse un fan dei formaggi».

Ryuichi Sakamoto, “Risky” (1987)

Lo stesso anno in cui compose la colonna sonora (vincitrice di un Oscar) de L’ultimo Imperatore, Ryuichi Sakamoto mise insieme un album, praticamente tutto strumentale, in collaborazione col bassista e produttore Bill Laswell. Iggy contribuì al progetto. E in Risk intona questi versi: “Born in a corporate dungeon/Where people are cheated of life/I knew I could never stay home” prima di intraprendere quello stile low crooning che mantenne per il resto degli ’80.

“Love Transfusion” (feat. Alice Cooper) (1989)

Iggy e l’hair metal. Incontrò Alice Cooper all’epoca degli Stooges quando entrambi erano i leader di due delle band più in vista di Detroit. Alla fine degli anni ’80, i veterani del rock si resero conto di essere in una posizione che poteva essere utile all’altro. Love Transfusion non fu una hit, ma racchiudeva tutto quello che sarebbe servito a diventarlo. Una produzione super anni ’80 con sassofono, synth, assolo di chitarra “stupido” e tutto quello che Iggy pensava fosse necessario trovare in una hit all’epoca di George H.W. Bush.

Deborah Harry & Iggy Pop, “Well Did You Evah!” (1990)

L’album Red Hot + Blue, anno 1990, un tributo alla musica di Cole Porter, fu il primo di una serie di collaborazioni per aiutare la ricerca sull’AIDS. Dentro a questi dischi c’era di tutto, da Tom Waits ai Jungle Brothers, e tra gli altri c’era anche una collaborazione tra Debbie Harry e Iggy Pop che rileggono il classico di Crosby e Sinatra con lo spirito migliore possibile.

Death in Vegas, “Aisha” (1999)

Nei giorni dell’esplosione dell’elettronica, questo duo britannico si era costruito un nome, mescolando elettronica e strumentazione live. Per il loro secondo album decisero di utilizzare molti ospiti alle voci: Jim Reid dei Jesus and Mary Chain, Bobby Gillespie dei Primal Scream e, ovviamente, Iggy. Che inizia la traccia recitando e raccontando qualcosa di sé: «”Aisha/We only just met/And I think you ought to know/I’m a murderer».

Danger Mouse and Sparklehorse, “Pain” (2009)

Dark Night of the Soul, collaborazione tra il produttore Danger Mouse e il gruppo di Mark Linkous, gli Sparklehorse, è conosciuto soprattutto perché la Emi si rifiutò di farlo uscire per più di 10 anni (uscì solamente dopo la morte di Linkous nel 2010). Ogni canzone ospita un cantante diverso e Linkous ha riservato alcune delle liriche più oscure proprio a Iggy: «A massive headache in my aging skull/Means I do not feel well,” e un ritornello di ripetuti “Pain, pain, pain».

Slash, “We’re All Gonna Die” (2010)

La lista di ospiti presenti nel primo album di Slash, chiamato appunto Slash, è molto più originale del titolo: Ozzy Osbourne, Adam Levine, Fergie, Kid Rock e una bonus track che vede protagonisti Alice Cooper e Nicole Scherzinger. E poi c’è Iggy. Non era la prima volta che i due lavoravano insieme. Con il suo compagno di band Duff McKagan, Slash suonò nell’album di Iggy Brick by Brick e scrisse le musiche di My Baby Wants to Rock and Roll. Nel ritornello di We’re All Gonna Die, Iggy suggerisce diversi modi per comportarsi dopo aver accettato la morte: So let’s get high, ma anche So let’s be nice sebbene nessuno sembri eccitarlo di più di Pee on the ground/And jump around

New Order, “Stray Dog” (2015)

Nel 2014, Iggy cantò la hit dei Joy Division Love Will Tear Us Apart insieme a Bernard Sumner dei New Order durante un concerto di beneficenza: «Immagino che Ian ci stesse guardando e ridendo, sono sicuro. Avrebbe significato molto per lui» disse Sumner a Rolling Stone. Dopo questo duetto live, Sumner iniziò a scrivere dei testi e, una volta finiti, li inviò a Iggy, chiedendo se voleva cantare qualcosa. Dopo la risposta affermativa di Iggy, il batterista Stephen Morris, ricordando lo spessore fisico della sua copia dell’album degli Stooges, si trovò in imbarazzo di fronte a Iggy: «Quel disco degli Stooges…era davvero pesante! Oh, cavolo. Intendevo il fatto che pesasse molto. Fisicamente. Non che fosse… oh cazzo. Ho fatto una figura di merda vero?»

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