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Il Codacons: l’Antitrust indaga sul video di ‘Mille’ per pubblicità occulta, ma l’Agcom smentisce

Il testo del brano di Fedez e Lauro rientrerebbe «nella libera espressione artistica», ma nel video non sarebbe adeguatamente segnalato il product placement. Rischiano una multa di cinque milioni di euro

Fedez, Orietta Berti e Achille Lauro

Foto press

L’Agcom ha smentito che vi sia in corso un procedimento relativo al video di Mille, come riporta La Stampa.

In giugno avevamo assistito a una nuova puntata degli attacchi del Codacons a Fedez. Materia del contendere era il videoclip musicale del brano Mille (con Achille Lauro e Orietta Berti), che secondo l’associazione di categoria non conterrebbe un’informazione adeguata circa l’inserimento di prodotti commerciali, nello specifico la Coca-Cola che viene citata anche nel testo. Ora, secondo il Codacons, anche l’Antitrust vuole vederci chiaro sulla questione e per farlo ha aperto una pratica con l’ipotesi di “pubblicità occulta”.

La contestazione non si riferisce a quando cantano gli artisti che, secondo il Codacons, rientrerebbe «nell’orizzonte della libera espressione artistica», quanto invece ai rimandi nel video musicale: «Il videoclip della canzone non avrebbe rispettato le disposizioni dell’Antitrust secondo cui gli spettatori devono essere adeguatamente informati anche nei video circa l’inserimento di marchi a scopo commerciale».

Un avviso presente nella pagina ufficiale: «Il filmato contiene marchi e prodotti per fini commerciali. Product Placement: Coca-Cola», ma che per il Codacons «è del tutto insufficiente, dal momento che l’Antitrust in tema di video musicali ha disposto che debba essere reso palese l’inserimento di prodotti a fini commerciali, prevedendo segnali in sovrimpressione che avvisino circa la presenza di marchi a scopo promozionale».

E così, afferma il Codacons, l’Antitrust ha aperto «un’apposta pratica volta ad accertare la violazione delle disposizioni in materia di pubblicità occulta. In tal senso l’Autorità avrebbe inviato delle precise richieste di informazioni ai soggetti interessati, che ora dovranno rispondere delle accuse mosse dalla Autorità. Ove al termine dell’istruttoria fosse confermata la violazione delle disposizioni vigenti in tema di consumatori, i responsabili rischiano una sanzione fino a 5 milioni di euro».

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