Lady Gaga, l’ultima grande icona pop

Nel giorno del suo compleanno ripercorriamo la carriera di un'artista assoluta, capace di fondare una nuova estetica, attraverso i suoi video più dissacranti.

Lady Gaga, all'anagrafe Stefani Joanne Angelina Germanotta, è nata a New York il 28 marzo 1986. Foto tratta dal video di ‘Telephone’.


Uno degli elementi fondanti dell’ascesa di Lady Gaga fra l’Olimpo del pop mondiale sono i suoi video. Spesso oltre le righe, carichi di un impatto visivo fuori dal comune in cui la cantante è riuscita a esprimere al meglio le proprie visioni artistiche, diventando così una figura di riferimento capace di cambiare le regole dello show business, fondando un’estetica immediatamente riconoscibile che l’ha trasformata nell’ultima grande icona pop. Nel giorno del suo compleanno ripercorriamo la sua carriera attraverso i migliori video che ne hanno scandito il successo, tra scene dissacranti e provocazioni.

Judas

Qualche elemento di Jesus Christ Superstar, qualche spunto da Easy Rider, il tutto miscelato dalla creatività oltre ogni limite di Lady Gaga, per un video fra i più spettacolari della carriera della pop star. Realizzato per una delle hit contenute nell’album Born This Way, Judas è la canzone in cui Gaga mise in musica il senso di colpa, rappresentato da una clip in cui la cantante – nelle vesti di una Maria Maddalena a cavallo di una Harley – si prende il centro della scena anche se fra gli attori è presente la star di The Walking Dead, Norman Reedus, che interpeta una versione biker di Giuda. Al contrario di quanto ci si poteva immaginare, il video, co diretto dalla stessa Gaga, non trae ispirazione dall’educazione cattolica di Miss. Germanotta, ma fu una risposta a chi la accusava di essere “trash e pretenziosa”, come rivelò la stessa cantante a NME nel 2011. Reinterpretando i testi biblici, Gaga è ritratta come una Maria Maddalena, divisa fra Gesù e il suo discepolo traditore, aggredita e uccisa dalla folla alla fine del video: «È stato il mio modo di oltrepassare definitivamente il limite – disse la cantante commentando il video di Judas – e di questo non pentirò mai, e non vedo perchè dovrei farlo».

Paparazzi

Uno dei video più controversi di Lady Gaga è la ‘parabola’ diretta da Jonas Akerlund in cui è ritratto il lato oscuro della fama, rappresentazione perfetta della canzone tratta da The Fame, in cui la cantante racconta dell’amore – talvolta morboso – con il successo. «È un messaggio concreto e potente che parla di chi è disposto a ‘prostituirsi’ per la fama e allo stesso tempo sul declino e sulla morte della celebrità, rischio con cui tutti gli artisti, soprattutto i più giovani, devono fare i conti», disse Gaga nel 2009 al The Canadian Press solo pochi giorni prima dell’uscita ufficiale della clip. «Il video è un’iperbole dove si raccontano i punti estremi cui le persone sono disposte ad arrivare per soddisfare la bramosia di fama, ovvero la pornografia e l’omicidio». Una mini epopea di sette minuti che si conclude con Gaga intenta a posare per la foto segnaletica, dopo aver ucciso l’amante interpretato da Jonas Akerlund come gesto estremo per attirare le luci dei riflettori. Il video, inoltre, è significativo anche per rappresentare il rapporto congiunto fra la pop stare e l’alta moda.

Marry the Night

Diretto spesso è accaduto dalla stessa Gaga, il video realizzato per l’ultimo singolo di Born This Way è un corto autobiografico di 14 minuti che la cantante presentò come “una raccolta di momenti del mio passato che devo ancora rivelare”. Tra allusioni a La campana di vetro, Flashdance, il cinema francese, l’iconografia dei primi video di Madonna e le storie delle aspiranti star di Hollywood e della loro gavetta per le luci dei riflettori, la clip racconta di quando Lady Gaga fu scaricata dall’etichetta Def Jam nel 2006. «Fu uno dei giorni più brutti della mia vita, in cui tutto successe così velocemente», raccontò la cantante a E! News appena qualche giorno prima del lancio del video nel 2011. «Tuttavia, quando ripercorro quei giorni, nella mia mente sembrò andare tutto così lentamente» disse Gaga, parlando di uno dei suoi video più scioccanti, dove immagini potenti rappresentano i demoni affrontati dall’artista durante la sua carriera.

Telephone

Un video realizzato come fosse il sequel di Paparazzi, con la cantante rinchiusa in carcere dopo l’omicidio dell’amante impersonato da Jonas Akerlund – alla regia anche per Telephone. I giorni delle prigioni per Gaga, tuttavia, sono brevi, con la collaboratrice Beyoncé pronta a pagare la cauzione per il rilascio della collega, con cui formerà – a bordo di una rivisitazione dell’iconica Pussy Wagon di Kill Bill – una spietata coppie di assassine, novelle Thelma & Louise della musica pop.

Bad Romance

Con Bad Romance Lady Gaga stabilì i precetti fondamentali della sua estetica, inaugurando la Fame Monster era con il suo inconfondibile “ro mah ro-mah-mah” e un video che, nel 2010, trionfò agli MTV Video Music Awards. Un brano e una clip diventati iconici, dove il sogno fashonista di Gaga esplose in tutti i suoi eccessi e le sue stranezze, nonostante il video fosse stato realizzato a basso budget e girato in soli due giorni dal regista di Hunger Games Francis Lawrence. Nella clip Gaga viene drogata, rapita e venduta al miglior offerente, in un climax che si concluderà con una vendetta decisamente ‘esplosiva’, per una rappresentazione, come dirà la stessa cantante al Los Angeles Times, «di come l’industria dell’intrattenimento possa, in maniera metaforica, rispecchiare il traffico di esseri umani, in cui un prodotto viene venduto e la donna percepita come un oggetto».