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Lady Gaga su Rolling Stone: «Non capite l’importanza dell’heavy metal»

La popstar più potente del mondo incontra Bruce Weber sulla copertina di novembre. Pulita e sfrontata, senza trucco e senza veli. Due fantastici rinnegati dell'arte, che giocano da sempre su un altro livello
Lady Gaga sulla copertina di Rolling Stone di novembre, dal 5 novembre in edicola

Lady Gaga sulla copertina di Rolling Stone di novembre, dal 5 novembre in edicola

Dal 5 novembre il nuovo Rolling Stone sarà in edicola. E questo mese – oltre a Dave Gahan, Madonna, Barack Obama e James Bond – i veri protagonisti della cover story sono due: Bruce Weber e Carine Roitfeld. Fotografo di moda e filmmaker, noto per le sue campagne pubblicitarie. Nella cover story di questo numero ha intervistato (e fotografato) la sua amica Lady Gaga, con la regia speciale di Carine Roitfeld, splendida editrice di CR Fashion Book.

quando mi dicevano: «tu sei la nuova madonna»
io rispondevo: «no, io sono i nuovi Iron Maiden»


Tony Bennet, sul palco con lei per la tournée estiva di Cheek to Cheek, affermava con sicurezza: «in futuro sarà anche una star del cinema». Intanto la popstar ha aperto le porte del “suo” hotel nella quinta stagione di American Horror Story, la serie tv in onda negli States e presto in Italia per Fox.

Ma non è certo un mistero che Lady Gaga preferisca essere paragonata agli Iron Maiden piuttosto che a Madonna. Lo ha confermato posando con la leggendaria maglia di The Number Of The Beast proprio per CR Fashion Book, il semestrale di Carine Roitfeld. E Bruce Dickinson non è certo rimasto indifferente. È praticamente amore corrisposto.

HO TROVATO IL MODO DI DIRE CIÒ CHE DEVO DIRE


«Lo scatto di Bruce Weber che avete visto in copertina, con la direzione artistica di Carine Roitfeld, fa parte di quegli oggetti della cultura pop che ti fanno fermare. Lo sguardo di Lady Gaga è pulito e sfrontato. È puro, nel bianco e nero che esalta ancora di più la meravigliosa assenza di make-up. La sua giacca è fuori dal tempo, uguale a quella che sta nei nostri armadi da vent’anni e pure addosso ai sedicenni.

Quella foto (e le altre che vedrete dentro) è una di quelle cose che fermano il flusso per un istante, che ricreano un presente dotato di significato, che ti richiamano alla assoluta necessità di scegliere, di dominare il tempo per metterci comodi sulla nostra roccia, e, per qualche minuto, spegnere il mondo. God save the pop culture». Scrive così Massimo Coppola sull’editoriale del numero di novembre, in edicola dal 5.

Questo articolo è pubblicato in versione integrale su Rolling Stone di novembre.
Potete leggere l’edizione digitale della rivista,
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