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La storia dei BTS che vogliono prendersi una pausa

Annunci, dubbi, precisazioni e progetti solisti: cosa sta succedendo al gruppo pop numero uno al mondo?

BTS

Foto press

Durante Festa, la celebrazione che i BTS annualmente dedicano al loro esordio (un evento che in meno di 24 ore ha raggiunto 10 milioni di views), è successo qualcosa di inaspettato: la band coreana ha annunciato un lungo e indeterminato stop. «Ci prenderemo una pausa adesso», ha detto Suga, uno dei componenti del gruppo, «dobbiamo parlare della direzione che stiamo prendendo».

La notizia, che ha sconvolto i fan del K-pop, ha sorpreso sia per i modi in cui è stata comunicata, all’interno di un momento leggero e non in una conferenza stampa, sia per i tempi, visto che appena cinque giorni fa era stato pubblicato il triplo album antologico Proof (con una manciata di inediti) e che ad inizio mese la band era stata ospite di Joe Biden alla Casa Bianca per affrontare il tema del razzismo anti-asiatico. I BTS, insomma, non sembravano mostrare segni di cedimento. La band con più ascolti di sempre su Spotify (oltre 16 miliardi), ha iniziato il 2022 vincendo un Grammy ed esibendosi durante la cerimonia in una coreografica performance di Butter.

In un momento di grande e rara apertura, i componenti hanno sfruttato la leggerezza della loro Festa per alternarsi in una serie di sorprendenti e intime rivelazioni sul progetto. «Siamo cambiati, ora non sappiamo nemmeno più che tipo di gruppo siamo», ha detto RM, aggiungendo che «quando scrivo un testo, o una canzone, è importante che io sappia che storia e che messaggio voglio dare, ma in questo momento non lo so, non so che storia dovrei raccontare». Parlando di come il gruppo stia attraverso un momento difficile nel cercare di trovare una propria identità, Jimin ha definito questo processo «lungo ed estenuante». Dello stesso parere è Suga che spiega come «la cosa più difficile è scrivere i testi. Vorrei scrivere ciò che provo, ma ora come ora mi sto solo spremendo per soddisfare ciò che il nostro pubblico vuole. È doloroso, ma è così che funziona questo lavoro».

Il portavoce della band raggiunto da Rolling Stone US ha precisato che «per essere chiari, i BTS non sono in pausa, semplicemente prenderanno del tempo per esplorare le loro carriere artistiche e rimanere attivi in vari e differenti formati».

J-Hope ha annunciato un album a luglio e la partecipaizone al Lollapalooza, diventando il primo artista coreano ad essere headliner di un grande festival americano. Sarà lui ad inaugurare le carriere soliste del collettivo.

I BTS hanno insistito sul fatto che non si stanno sciogliendo, ma si prendono del tempo per esplorare le rispettive carriere soliste. «Potremmo concentrarci sui nostri progetti solisti stavolta e più avanti, quando ci troveremo di nuovo assieme, la nostra sinergia sarà come non mai», ha detto V, seguito sulla stessa lunghezza d’onda da Jungkook: «Prenderemo del tempo per divertirci e provare cose nuove. Ma promettiamo che ritorneremo più maturi di adesso».

Quindi i BTS non fermano, anche se si fermano. Nel sistema del K-pop, che RM ha definito come «un’industria che mette una pressione costante agli artisti nel produrre sempre nuove cose senza concedere il tempo per maturare», ci si può davvero prendere una pausa?

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