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La musica di Palermo è una figata

Viaggio nel mondo dei musicisti più interessanti di una città da riscoprire: Black Eyed Dog, Fabrizio Cammarata, Simona Norato, gli Omosumo
I palermitani "Black Eyed Dog"

I palermitani "Black Eyed Dog"

Quando si parla di capitali della musica, Palermo viene citata da pochi. Errore: è il posto che molti degli artisti più interessanti degli ultimi anni chiamano “casa”. La città ha visto sorgere gruppi, case discografiche, sale prove, piccoli club, festival e – in controtendenza con i tempi d’oggi – perfino un negozietto di vinili dall’aria deliziosamente vintage.

Dove i soldi sono pochi, le politiche culturali rivolte ai giovani e i mezzi in generale scarseggiano, proprio lì la santa regola del do it yourself ereditata dagli anni ’90 ha dato vita ad una scena musicale di qualità e in continuo fermento.

Fabrizio Cammarata e Paolo Fuschi

Tra i primi nomi ad affermarsi nel resto d’Italia c’è Fabrizio Cammarata, classica bellezza normanna che, nonostante abbia girato Europa e Stati Uniti con la sua musica, ha deciso di fare base nella sua Palermo. All’inizio si trattava di una band, i Second Grace (affettuoso omaggio a Nick Drake), che nel 2007 pubblicano l’album omonimo trainato dalla luminosa Antanarive (divenuta colonna sonora di un noto spot). Poi Fabrizio, accompagnato dagli amici di sempre, decide di esporsi con un progetto che porta il suo nome ed è il momento di Rooms, un disco apprezzato dalla critica e protagonista di tour internazionali.

Nel 2014 arriva Skint and Golden insieme a Paolo Fuschi, musicista di talento originario di Palermo adottato da Manchester: mediterraneo e funk, un mix di stili e attitudini che segna un ulteriore passo in avanti nella carriera di Cammarata. In questi mesi è impegnato nella fase di montaggio del suo primo film, un road movie sui generis diretto da Luca Lucchesi (siciliano residente a Berlino, aiuto regista di Wim Wenders) intitolato Send You a Song. Nel frattempo, per non stare mai fermo, Cammarata sta lavorando al suo prossimo album. Dopo aver suonato con Patti Smith, Ben Harper, Devendra Banhart ed essersi esibito in festival prestigiosi come il South By Southwest, Fabrizio è pronto per il successo. Da Palermo, direzione: il mondo.

Brani consigliati: Antananarive, Shine.

Un’altra bella storia è quella di Simona Norato, una delle poche presenze femminili nella scena musicale locale. Dopo anni di gavetta con band quali F-male croix e Famelica (con cui ha partecipato ad Arezzo Wave, Musicultura e Premio De Andrè), si unisce ad un altro talento nostrano, Serena Ganci, per dare vita ad un bizzarro duo: Iotatola. Nel 2011 esce Io divento viola, un album che riscuote un certo successo e che porta le fanciulle in giro per l’Italia e in televisione (nel programma Parla con me di Serena Dandini). Oggi Simona prosegue la sua carriera in versione solista con un disco di prossima pubblicazione prodotto da Cesare Basile, La fine del mondo.

Simona Norato

Il disco uscirà il 17 febbraio per La Fionda, un consorzio appena nato di musicisti siciliani (Catania/Palermo), che intende promuovere un nuovo modello di gestione dell’artista e della sua opera con un contatto diretto con il pubblico. Rolling Stone presenta in anteprima il videoclip del primo singolo, Esci e divertiti, che anticipa un lavoro che si preannuncia ambizioso e complesso: “Questo disco è il frutto di una scrittura incoercibile, come il reflusso gastrico perpetuo dopo la sbronza. (…) Questo disco parla di Rinascita, parla di quella salvezza che proviene dalla scrittura, dal racconto. (…) La rivoluzione allo specchio. Il cambiamento ed il movimento applicati innanzitutto a se stessi, perché lasciarsi non è la fine del mondo” (Simona Norato).
Brani consigliati: Esci e divertiti, Ce n’est pas ça l’amour.

Altra anteprima esclusiva per Rolling Stone è il primo singolo del nuovo disco dei Black Eyed Dog, Heartbreaker, una bomba a tinte noir che si candida a diventare un successo della scena alternativa. Partito come progetto cantautoriale di Fabio Parrinello (siciliano d’origine e ondivago per scelta), il nome è nuovamente un omaggio a Nick Drake: Fabio, infatti, si immerge nella bruma dolente del folksinger inglese e compone evanescenti elegie chiamate Selma Before Me e Blue Eyed Girl. La voce alla Tom Waits e una scrittura illuminata fanno circolare il nome di Black Eyed Dog nei club off dove l’artista si presenta con piano e mandolino elettrico, ma è con l’ampliamento della band (Anna Balistreri voce/chitarra e Alessandro Falzone alla batteria) che il suono “PunkRomanticPsychoBlues” che gira nella testa di Parrinello finalmente prende forma.

Black Eyed Dog

Dopo un album (Too Many Late Nights), un EP (Early Morning Dyslexia) e svariate esibizioni ai festival internazionali (SXSW, Sziget e Reeperbahn), i BED sono tornati in studio con Hugo Race e Fabio Rizzo della palermitana 800A Records per registrare Kill Me Twice, previsto per aprile. Il singolo invece verrà pubblicato il 14 febbraio accompagnato da un affascinante videoclip.

Heartbreaker potete sentirla qui sotto:

Brani consigliati: Lu & Me, To The Sky.

Chiudiamo questa prima incursione nella scena musicale palermitana con una formazione nata dalle costole di altri progetti: gli Omosumo.

Gli Omosumo

Roberto Cammarata (già fondatore dei Waines), Angelo Sicurella e Antonio Di Martino (Dimartino) portano sulle spiagge siciliane le sonorità futuriste care a !!!, The Rapture e Fujiya & Miyagi, condite con l’amore per il surf dalle cadenze hippy che non passa mai di moda. Surfin’ Gaza è l’album di debutto, arrivato dopo la pubblicazione di due EP, e già nel titolo racchiude la filosofia della band: “L’ispirazione arriva dal documentario God Went Surfing with the Devil del regista Alexander Klein e dall’attività compiuta sul territorio dall’Explore Corps and Surfing 4 Peace, un circolo nato dall’unione del Surf 4 Peace del leggendario surfista ebreo americano Dorian “Doc” Paskowitz con lo scopo di unificare israeliani e palestinesi di Gaza sotto il segno del surfing”.

Ma qual è il sound degli Omosumo e da dove viene l’ispirazione?  “Fin dalle prime sessioni”, racconta la band, “son venuti fuori ritmi africani, divagazioni desertiche, un linguaggio nuovo per la voce e la chitarra, un basso che andava a cercare i suoi giri nella Sicilia più a sud. Sono stati presi e suonati tutti gli strumenti che c’erano a disposizione: organi, synth, diverse drum machine… cercando di tirar fuori da ciascuno di loro la propria anima più calda e autentica e cercando di dare aria alle melodie, sia vocali che strumentali, del basso e delle chitarre. La voce canta a volte come fosse uno strumento, gli strumenti come fossero delle voci”. Attualmente il trio è impegnato nella lavorazione del nuovo disco previsto per la fine dell’anno, nel frattempo ci godiamo in anteprima per Rolling Stone il video live di Waves registrato lo scorso novembre alla Salumeria della Musica di Milano.

Brani consigliati: Walking On Stars, Surfin’ Gaza.

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