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«La morte di David Bowie è un’opera d’arte» dice il suo producer Tony Visconti

Un'amicizia nata nello studio di registrazione di "Space Oddity" e proseguita fino all'ultimo giorno: «Sapevo che sarebbe andata così, ma non ero preparato»

David Bowie nel 1978. Foto di Evening Standard/Getty Images

David Bowie nel 1978. Foto di Evening Standard/Getty Images

Il collaboratore di una vita di David Bowie, Tony Visconti, ha scritto un toccante post su Facebook riguardo la morte del suo formidabile amico e collega.

«Ha sempre fatto ciò che voleva,» scrive Visconti. «E voleva farlo a suo modo e voleva farlo al meglio. La sua morte non è diversa dalla sua vita – un’opera d’arte. Ha fatto Blackstar per tutti noi, il suo regalo d’addio.»

Bowie ha combattuto contro il cancro per 18 mesi, senza annunciare pubblicamente la malattia. «Sapevo da un anno che sarebbe andata così,» continua la nota di Visconti, «Ma non ero comunque preparato. Era una persona straordinaria, pieno di amore e di vita. Sarà sempre con noi. Per il momento, è giusto piangere.»

Visconti e Bowie hanno lavorato insieme per decenni. La coppia si è formata nella sala d’incisione del secondo disco di Bowie, Space Oddity. Nei successivi più di 40 anni di amicizia, Visconti ha prodotto tutto, dai dischi dell’era berlinese ai suoi due album più recenti, The Next Day del 2013 e l’ultimo Blackstar.

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