La casa londinese in cui è cresciuto David Bowie sarà aperta al pubblico | Rolling Stone Italia
“You were a talented child”

La casa londinese in cui è cresciuto David Bowie sarà aperta al pubblico

Il restauro la riporterà all’aspetto che aveva nei primi anni ’60, in particolare la cameretta dove è avvenuta la trasformazione «da studente di periferia a star mondiale». Ospiterà laboratori creativi e di corsi di formazione

La casa londinese in cui è cresciuto David Bowie sarà aperta al pubblico

David Bowie, circa 1969

Foto: Michael Ochs Archives/Getty Images

La casa a schiera in cui è cresciuto David Bowie dagli 8 ai 20 anni sarà restaurata e aperta al pubblico a partire dalla fine del 2027. Lo ha annunciato l’Heritage of London Trust, che ha comprato l’abitazione che si trova al numero 4 di Plaistow Grove a Bromley, South London nell’ambito del programma Proud Places.

Bowie l’ha abitata coi genitori dal 1955 al 1967 e lì ha cominciato a scrivere canzoni prima del boom di Space Oddity. È rimasta la casa di famiglia fino al 1970. Il progetto, finanziato per ora da mezzo milione di sterline da parte della Jones Day Foundation e in cerca di altri fondi tramite una raccolta pubblica, prevede che l’abitazione diventi sia un piccolo museo, sia la sede di laboratori creativi e di corsi di formazione professionale rivolti ai giovani.

«In questa piccola casa, e in particolare nella minuscola camera da letto, Bowie si è trasformato da normale studente di periferia a star mondiale di immenso successo», ha detto Geoffrey Marsh, co-curatore della celebre mostra David Bowie Is. «Lo ha detto lui stesso: “Ho passato tantissimo tempo nella mia camera da letto. Era tutto il mio mondo. Lì avevo i libri, la musica, il giradischi. Per uscire dal mio mondo al piano di sopra e scendere per strada dovevo attraversare una terra di nessuno: il soggiorno”».

I lavori di restauro riporteranno l’abitazione all’aspetto che aveva nei primi anni ’60. Grazie alla collaborazione di Marsh saranno ricreati gli ambienti dell’epoca in cui Bowie era ragazzo, il padre lavorava presso l’organizzazione benefica Dr. Barnardo’s e la madre faceva la cameriera. Il fulcro sarà la camerertta di Bowie di due metri e mezzo per tre descritta da Marsh.

«Abbiamo passato tantissimo tempo insieme, ascoltando e suonando musica», ha detto George Underwood, amico e collaboratore di Bowie. «Ho sentito dire a tante persone che la musica di David le ha salvate o ne ha comunque cambiato la vita. È incredibile che sia riuscito a farlo ed è ancora più incredibile che tutto sia iniziato qui, da umili origini, in questa casa. Eravamo dei sognatori, e guardate cos’è diventato».

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