Krist Novoselic racconta cos'è stato e cos'è ancora oggi "Nevermind" | Rolling Stone Italia
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Krist Novoselic racconta cos’è stato e cos’è ancora oggi “Nevermind”

Il bassista parla della pietra miliare dei Nirvana e spiega perché il mondo è ancora assetato di cambiamento

Un outtake dal set di "Nevermind". Foto: Kirk Weddle

Un outtake dal set di "Nevermind". Foto: Kirk Weddle

A settembre saranno 25 anni da quando i Nirvana hanno fatto uscire il loro album Nevermind. È una pietra miliare della musica che di recente ha preso alla sprovvista anche il bassista Krist Novoselic durante un’intervista a Rolling Stone USA: «Ho sempre pensato fosse del 1992, perché quell’anno è cambiato tutto» ha spiegato. «È una sorpresa».

Si è preso un momento per riflettere sulle differenze tra il 1991 e oggi, sia nel panorama musicale che in quello politico – Novoselic è impegnato in campagne bipartisan come 3 American Questions e FairVote. Quello che lo ha stupito, però, è l’impatto che l’album ha avuto su di lui: «L’ho ascoltato di recente», racconta, «È un grande disco. Mi ha cambiato la vita, questo è sicuro». Qui sotto, il suo pensiero a riguardo.

È incredibile come un disco riesca a catturare l’immaginazione. Resta lì. La gente è ancora interessata ai Nirvana, è ancora interessata a Kurt Cobain. È duraturo. Ed è un lavoro che deve tanto anche a molte band venute prima di noi. È stata l’unione di punk, pop, melodia e molta energia.

Ai tempi, quando è uscito il disco, sembrava che le cose fossero cambiate. Forse vedremo di nuovo qualcosa di simile nella nostra cultura, magari succederà grazie alle prossime elezioni. Vedremo.

Con i Nirvana, la gente voleva davvero qualcosa di diverso a livello musicale. Nel 1991, non c’è stato nessun disco rock al primo posto per tutto l’anno prima dell’arrivo di Nevermind. Era come se il rock fosse morto. Ma non lo era. Era solo diventato grunge o alternativo, heavy metal, hard rock e punk, art rock – un mischione di influenze. Ma soprattutto c’era una sensibilità diversa.

Forse quel tipo di cambiamento era anche politico. Tu puoi chiedere, “Perché le persone votano Trump o la Clinton?”. Se mettiamo da parte le faziosità e facciamo un passo indietro ci rendiamo conto che tutti hanno più cose in comune di quello che si creda.

La differenza con il 1991 è che adesso abbiamo tutte le informazioni a portata di mano. C’è ancora nuova musica da scoprire, ma non abbiamo bisogno di ascoltare la radio o la televisione; MTV ha letteralmente consumato Nevermind perché passavano Smells Like Teen Spirit in rotazione altissima. Ora è tutto differente, sono gli artisti stessi che vogliono e devono coinvolgere le persone. E sembra che i Nirvana lo stiano ancora facendo, il che è molto interessante.

Alcuni dicono che siamo stati l’ultima band pre-internet. Siamo entrati nel business e siamo stati “spinti” sulle persone, poi è cambiato tutto. Le persone erano pronte per qualcosa di diverso, e credo che questo sia quello che serve ora al nostro sistema politico. Forse il diverso porterà a qualcosa di positivo.