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Kiave, un workshop sull’hip hop nel carcere di Monza

Otto incontri con i detenuti della struttura della Brianza per il rapper: si parlerà di scrittura, storytelling e comunicazione

Dopo essere salito sul palco del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma (in alto la sua esibizione con Clementino, DJ Tayone, Rocco Hunt, Shade e Paura, il rapper Kiave entrerà nella Casa Circondariale di Monza dove condividerà con alcuni detenuti la sua passione per l’hip hop e la scrittura: un workshop molto particolare che inizia oggi e proseguirà per otto incontri centrati sul confronto, sull’importanza della parola e sull’uso della comunicazione scritta e verbale.

L’intervento del rapper cosentino, promosso all’associazione Il Razzismo è una brutta storia, si inquadra nell’ambito del progetto “La biblioteca è una bella storia”, iniziativa partita da ottobre per promuovere incontri e laboratori sui temi dello storytelling, dell’espressione creativa e dell’identità. Gli incontri con Kiave saranno un momento importante di questo percorso che durerà fino a giugno 2015 coinvolgendo anche altri ospiti, non solo dal mondo della musica. “La biblioteca è una bella storia” è un progetto promosso dal Comune di Monza con il sistema bibliotecario Brianzabiblioteche per favorire la coesione sociale attraverso le biblioteche di pubblica lettura. È finanziato da Fondazione Cariplo e, nella biblioteca della Casa circondariale di Monza, lavora l’associazione Il Razzismo è una brutta storia del Gruppo Feltrinelli.

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