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Keith Flint, rivelata la causa della morte del cantante dei Prodigy

L'autopsia sul corpo del cantante conferma la notizia del suicidio

Fonte: Twitter

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Dopo una settimana dalla notizia della morte di Keith Flint, le autorità hanno confermato il suicidio del cantante. Il frontman dei Prodigy, infatti, si sarebbe impiccato nella sua casa dell’Essex. Il responso è stato reso noto da un incaricato del medico legale dopo l’autopsia, avvenuta in seguito ai test tossicologici.

Il corpo senza vita di Flint era stato ritrovato lunedì scorso nella sua abitazione. La notizia del suicidio era stata diffusa originariamente da Liam Howlett, tastierista e compositore dei Prodigy che con un post sui social aveva definito Flint “un vero pioniere, un innovatore, una leggenda”.

Nel frattempo la band ha cancellato tutti i concerti previsti per il tour di No Tourists, album uscito lo scroso 2 novembre, compresa la data prevista per Glastonbury 2019. Durante il weekend i Prodigy hanno ringraziato i fan per il sostegno dopo la scomparsa di Flint, pubblicando sul proprio account Instagram una foto di un murales realizzato a Londra in memoria del cantante. “Grazie per tutti i vostri omaggi. Ci hanno davvero commosso e ci hanno spinto ad andare avanti”, ha scritto il gruppo.

Flint era uno dei fondatori della band dei Prodigy, collettivo inglese fondato nel 1990 assieme a Liam Howlett, Maxim e Leeroy Thornhill (quest’ultimo uscito dalla band nel 2000). Dopo il disco di debutto Experience, uscì nel 1994 Music for the Jilted Generation e nel 1997 The Fat of the Land, che consacrarono la band come uno dei più importanti act di elettronica degli anni Novanta.

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