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Kanye contro tutti

Dopo aver dichiarato la propria stima a Donald Trump, Kanye West ha annullato la data di Los Angeles in seguito al concerto di Sacramento in cui se l'è presa con Beyoncé, Jay Z, Hillary Clinton, Google e Facebook

Kanye West. Foto:Christopher Polk/Getty Images for iHeartMedia

Kanye West. Foto:Christopher Polk/Getty Images for iHeartMedia

Che il rapporto fra Kanye West e il suo ego sia al limite della mitomania è cosa ormai assodata, ma a sto giro la paranoia del rapper e le conseguenti sparate dal palco di fronte al suo pubblico hanno toccato vertici preoccupanti.

West, infatti, ha annullato la data prevista domenica sera al Forum di Los Angeles dopo che, già a inizio novembre, il rapper non era salito sul palco per mancanza di voce. Nonostante Ticketmaster rimborserà il costo del biglietto, sul web si è scatenta la rabbia dei fan dato che l’annuncio arriva dopo appena due giorni dal disastroso concerto di Sacramento in cui West ha sfoderato un’arringa di quindi minuti passati a inveire contro Beyoncé, Jay Z, Hillary Clinton, Google e Facebook.

La performance è durata in totale trenta minuti anche se, dopo appena tre canzoni, Kanye ha pensato bene di interrompere la musica per iniziare a lanciare insulti difronte a un pubblico incredulo e decisamente infastidito. La prima vittima della rabbia di West è stata Beyoncé, accusata di aver ricattato la giuria dei MTV Music Award perché la sua Formation si aggiudicasse il premio come miglior video contro Hotline Bling di Drake e Famous dello stesso West. Chiamando al complotto, West ha additato la cantante di far spesso ricorso ai suoi appoggi politici per favorire la propria carriera per poi chiedere pubblicamente al marito Jay Z di non scatenargli contro i suoi sicari per aver detto pubblicamente la verità, nonostante questo comporti la messa a repentaglio della propria carriera e della sua stessa vita.

Kanye si è poi infuriato contro Hillary Clinton, accusandola di aver cercato di manipolare l’opinione pubblica durante la campagna elettorale in combutta con Google e Facebook colpevoli, secondo Yeezy, di aver pilotato le informazioni sul web in favore della Candidata Democratica. Il tutto commentato in diretta da un incredulo Snoop Dogg che, via social, ha commentato: «Io fumo erba e l’erba non ti fa questo effetto. Che cazzo gli prende?».

Tuttavia, la sbottata di Sacramento non è la prima in cui West, invece di cantare, interrompe il concerto per cimentarsi nel ruolo di opinionista politico. Durante la data di giovedì 17 novembre a San Josè in California, il rapper ha interrotto la musica per poi lanciarsi in 25 minuti in cui, subissato dai fischi di disapprovazione della folla, ha spiegato le ragioni per cui, qualora si fosse degnato di presentarsi alle urne, avrebbe certamente votato per Trump.

Kanye ha definito Trump un genio, soprattutto per la retorica ‘muscolare’ esibita dal Tycoon in campagna elettorale, capace di farlo sentire “proiettato nel futuro”. Tuttavia, ha continuato il rapper, è stato proprio a causa del suo status di celebrità internazionale che diversi esponenti del music business, fra cui il manager di Justin Bieber, gli avrebbero vivamente consigliato di non rivelare prima il suo “amore per l’approccio e il modo di parlare di Trump”.

Molti dei fan hanno poi iniziato a lasciare l’arena quando Kanye, rivolgendosi in particolare alla comunità afroamericana, ha detto che il suo supporto a Trump non significa il suo disinteresse per la causa Black Lives Matter o che non creda nei diritti delle donne o nel matrimonio gay, ma che qualsiasi candidato avesse vinto non avrebbe cambiato il fatto che il mondo in cui viviamo è razzista e che le persone di colore dovrebbero smetterla di prendersela così tanto per questo. Insomma, se Kanye davvero avrà intenzione di candidarsi alla Presidenza nel 2020 questo, forse, non è proprio il miglior esordio sulla scena politica che potesse fare ma, alla luce dei risultati delle ultime elezioni, non si può mai sapere che i fischi del suo pubblico un giorno si trasformino in voti per Yeezy alla Casa Bianca.

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