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Justin Bieber: «Voglio vivere come Gesù»

Il cantante racconta della sua svolta religiosa e del suo lavoro con Kanye e Rick Rubin

Justin Bieber in un frame del video di "Where Are Ü Now"

Justin Bieber in un frame del video di "Where Are Ü Now"

Per Justin Bieber, gli ultimi anni sono stati scanditi da arresti, scandali (tipo quella dell’urina nel secchio di un locale o la confisca della sua scimmia) e da vari tentativi di cambiare la sua immagine per dare una nuova spinta alla sua carriera. Ora, la superstar del pop, che è pronta a pubblicare il suo album il 13 di novembre, sotto la supervisione di Kanye West, ha condiviso l’origine della sua nuova svolta: la religione. «Onestamente, vorrei vivere come Gesù», ha detto a Complex in una lunga intervista. «Non essere Gesù. Non potrei mai, non voglio essere frainteso. Ha creato una bellissima via per amare le persone ed essere gentili. Se ci credi, lui è morto per i nostri peccati».

Il cantante ha chiarito che non è religioso, visto che è contro quelle «cose davvero strane che succedono nelle chiese» e quell’attitudine da “io credo più di te” di alcuni cristiani. Ma ha sottolineato come la sua vita sia stata trasformata dalla fede. «Abbiamo la più grande medicina di tutte e il suo nome è Gesù Cristo», dice. «E lui è davvero un guaritore. Ecco cos’è. È tempo che ora tutti condividano i loro pensieri. Che facciano sentire le loro voci, in qualsiasi cosa credano. Ditelo. Io non riuscivo più a tenere dentro questa cosa».

#pray

Una foto pubblicata da Justin Bieber (@justinbieber) in data:

Il vero valore della cristianità, dice Bieber è avere «questo legame che non ti fa sentire le insicurezze», non solo seguire le messe in chiesa. Usa anche una metafora poco ortodossa per spiegarlo. «Non devi andare in chiesa per essere un cristiano. Se vai da Taco Bell, non diventi un taco».

In un altro punto dell’intervista, il cantante parla dei suoi scandali, della percezione da parte del pubblico e i progressi del suo nuovo album. Bieber dice che ha imparato molto da un punto di vista creativo da Kanye West, con cui ha collaborato assieme al producer Rick Rubin. «Suono una canzone e lui fa, “Man, mi ricorda…. un tramonto fluo”, o qualcosa del genere», dice. «Disegna degli scenari per te. Non ti parla in modo normale. Non dice cose tipo “Questo è buono, questo no”. Dice, “Questo è così perché il mondo ne ha bisogno”. Porta un punto di vista tutto diverso».

Bieber parla anche del suo recente focus sull’EDM, evidente nel singolo What Do You Mean e nella collaborazione con Jack Ü Where Are Ü Now, raccontando come abbia in realtà registrato parecchi album durante il suo percorso creativo.

«Ho fatto probabilmente tre o quattro album, completamente inediti», dice. «Avevo dei modelli diversi e ho cercato di seguire idee diverse, fino a quando, finalmente, è uscito qualcosa di geniale. Tra cui queste collaborazioni con Skrillex e Diplo, tipo Where Are Ü Now, che sono appena partite. È il loro primo album in top 10. Ti fa vedere come si possano rompere le barriere nel mondo EDM. Penso che un sacco di gente stesse provando a buttarsi sulla dance music, tipo Usher, ma lo facevano nel modo giusto».

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