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Jovanotti e “Gli Immortali”: il “filmino” che riprende lui e i suoi fan

Dal 4 dicembre su Sky Uno si può vedere il docu-film di Michele Truglio dedicato a Lorenzo e a 5 spettatori del concerto del 26 giugno allo stadio di Milano. "Un film che può piacere anche a chi non mi ama", ha raccontato Jova all'anteprima

Jovanotti sul palco durante il concerto di San Siro del 26 giugno, foto di Janine Billy

Jovanotti sul palco durante il concerto di San Siro del 26 giugno, foto di Janine Billy

«Se rimango una persona normale nel senso di ancorata alla realtà è merito della Francesca che il giorno dopo che ho tenuto una mega-data, come quella di San Siro per esempio, mi invita gentilmente a portar giù la spazzatura». Così racconta Lorenzo Jova Cherubini durante il docu-film Gli Immortali, per la regia di Michele Truglio, in onda in esclusiva su Sky Uno e su Sky Arte dal 4 dicembre e racconta molto di lui in queste poche frasi. «Oppure mi obbliga a chiamare il veterinario per la vaccinazione del gatto. E io le dico: “Ma non hai visto dove ero ieri sera?! Insomma ero lì su quel palco, venerato, con tutta quella gente lì” e poi mi riprendo e il giorno dopo mi ritrovo a fare la vaccinazione al gatto con mia moglie… ».

Gli Immortali viene presentato come “un filmino” nei titoli di testa, richiamando alla memoria quelli home made di chiunque di noi, da quelli dedicati al compleanno a quelli della comunione. E infatti in questo “filmino” le parti personali sono davvero tante e protagonista è sia Lorenzo che cinque persone del suo pubblico che vengono seguite in diversi momenti di una giornata qualsiasi che precede il concerto di San Siro del 26 giugno. La qualità di Immortali, prodotto da Sole Luna in collaborazione con Red Bull, però, è altissima.

Alla presentazione per la stampa era presente anche lui, Lorenzo, gambe incrociate sul muretto davanti al grande schermo del cinema milanese dove si è tenuta l’anteprima, camicia a scacchi e sneakers, fiero del risultato ottenuto. «Volevo raccontare il mio pubblico tramite le cinque persone che abbiamo appositamente scelto, in modo piuttosto istintivo». In primo luogo c’è Tony Cairoli, il campione di motocross che viene ripreso proprio nel giorno dell’infortunio al Maggiora in cui avrebbe dovuto gareggiare. «È stato piuttosto naturale coinvolgerlo: io sono patito di motocross sapevo che era un mio fan», racconta Jovanotti.

«Poi c’è Giovanni Cupidi, siciliano (che la tetraplegia costringe su una sedia a rotelle dal 1991 ndr), attivissimo nel campo dei diritti delle persone disabili. Ogni volta che vado in Sicilia lo incontro e non dico di essere diventato suo amico ma ormai di conoscerlo, così gli abbiamo chiesto se aveva voglia di partecipare a questo progetto».

La famiglia di Daniele durante il concerto

La famiglia di Daniele durante il concerto

C’è Daniele, un suo giovane fan di 9 anni, e tutta la sua famiglia, che vive a Taranto e decide di andare in trasferta in macchina verso Milano. Poi Angelo, che ha 46 anni, una figlia che porta al parco di pomeriggio, e di professione fa il dj, «praticamente un mio sosia», commenta Jova.
Ed Menichella, cantautore di San Sepolcro che questa estate ha proposto una versione acustica di Sabato e ha letteralmente spaccato tanto da aprire alcune date di Lorenzo. E infine c’è Carolina, ragazza bene milanese che la telecamera segue anche mentre va all’orale della maturità del liceo classico Manzoni e che sta per partire per frequentare un corso di drammaturgia alla New York University.

C’è soltanto una donna, viene fatto notare a Jovanotti. «Credo che comunque si senta la presenza femminile in tutte le storie. Quella di Carolina è molto bella e anche negli altri racconti le figure femminili sono molto forti. Nella famiglia di Taranto la mamma è fondamentale, è il motore di tutto, la vera fan. Anche nella storia di Angelo, la mamma che lo rimbrotta perché avrebbe voluto che facesse un lavoro “normale” è molto importante».

Jova nel backstage del concerto

Jova nel backstage del concerto

E poi c’è la storia di Lorenzo. Il professionista instancabile e sempre curioso. Sempre pronto ad ascoltare i suoni nuovi e a farli propri, pronto a studiare nuovi visual e nuove scenografie che tutti quanti hanno potuto vedere durante il tour negli stadi di quest’estate. Lo si vede nei momenti di preparazione: a New York e poi a Cortona, con la band, con i suoi produttori, da solo.
Gli chiedono che cosa prova a rivedersi sullo schermo e soprattutto che cosa può fare ancora di più adesso. Io lo vedo attraverso lo schermo di una ragazzina davanti a me che, nonostante i divieti, lo sta fotografando e sta disegnando anche un cuore intorno a lui: «Mi sono emozionato, lo ammetto, ma per me è già storia. Ora sono impegnato in un tour uguale ma molto diverso a quello di quest’estate. Poi mi fermo, lo giuro, per avere il tempo per scrivere altra musica».

E che piaccia o meno la musica di Jovanotti, vedere la preparazione di un tour, anche dal punto di vista dei fan, per arrivare al momento in cui l’artista sta per salire sul palco, proprio quei due minuti precisi che lo precedono, è davvero emozionante.

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