Jovanotti domina Milano: cronaca semiseria della terza data al Forum

Da ‘Ti porto via con me’ a ‘Viva la libertà’, passando da ‘Ragazzo Fortunato’, ‘Mi fido di te’ e tutte le hit che hanno costellato decenni di carriera incredibile. Il terzo concerto di Lorenzo a Milano è una festa.

La ragazza con la bandana grida “per me panino con la cotoletta!”. La barista del Forum si prende tutto il tempo necessario. La ragazza con la bandana la incalza e lo vedi che si è già rotta le balle: “Veloce per favore, altrimenti fa niente, glielo lascio a lei!”. Al bancone c’è una calca da formiche nel formichiere, la barista se ne fotte e ha la faccia di chi pensa: “Dovevi arrivare prima, cocca”. La ragazza con la bandana rompe gli indugi: “Senti, mangiatelo te, io vado da Lorenzo”. Volta le spalle e corre dentro al palazzetto. Sono da poco passate le 21, orario di Milano Sud. La ragazza con la bandana apre il portone. Si sente chiaramente Jovanotti che canta Ti porto via con me (primo pezzo). La ragazza con la bandana urla “Cazzo! Cazzo! Cazzo!” e si perde tra la folla. Sulla bandana la scritta “No Vasco” e vai a capire dove diavolo l’ha trovata.

La terza messa cantata di Lorenzo “è certamente la più bella” perché “dopo l’esordio di lunedì e la replica di martedì ora Jova sì che è rodato”. È la lezione che alcune matte fanno ad altre matte sulle note di Le canzoni (secondo pezzo) e capisci che sono al terzo concerto su tre qui a Milano. Sul palco lui, scarpe rosse e abito brilluccicante di Valentino che ben si sposa con Penso positivo (terzo pezzo). A 51 anni suonati Lorenzo pare vostro e nostro figlio, salta di qua e di là e canta In Italia (quarto pezzo), si muove prima in orizzontale sul largo palco che ospita trombe e trombettieri, quindi “entra” in mezzo al pubblico con la stracciamutande Oh vita (quinto pezzo) e ti conquista con il fare di chi, davvero, non usa trucchi e ignora gli inganni.

In tribuna i suoi figli/fratelli/fan/innamorati. Urlano con lui tutto il testo di Slam! (sesto pezzo), si lasciano volentieri rincoglionire dalle luci sparate ovunque e dalla melassa di Gli immortali (settimo pezzo), Mi fido di te (ottavo pezzo), Sbagliato (nono pezzo) e Baciami ancora (decimo pezzo). I presenti al Forum hanno la glicemia a livelli bestiali, ma li vedi che godono, ridono e steccano volentieri pur di fare da eco al mito-barbuto e alle sue Chiaro di luna (11esimo pezzo) e Fame (12esimo pezzo). Il figlio mai riconosciuto di Claudio Cecchetto suda e corre come ai bei tempi, si lascia avvolgere dalle immagini sparate sul grande schermo e a un bel punto sceglie di cambiare marcia improvvisando un dj-set che manda in brodo di giuggiole tutto l’ambaradan (il 13esimo pezzo è un mega mix di Tribù che ballano e Pensieri positivi). La gente prende fuoco, una tizia urla “Ti amoooo”, il fidanzato lascia fare (“siamo d’accordo che con Lorenzo non sarebbe tradimento”, contenti loro).

Si riparte. Saturno sarà anche contro, ma Saturnino decisamente no: il bassista e “fratello” da oltre 28 anni gli fa da ombra nell’Ombelico del mondo (14esimo pezzo); ci sono i quarantenni che saltano in groppa a trentenni che a loro volta ballano in cerchio con cinquantenni e ventenni. È giusto prendere fiato ma senza mai fermarsi. E, allora, ecco servite A te (15esimo pezzo), Ti sposerò (16esimo pezzo) e Ragazza magica (17esimo pezzo). Si abbassano le luci, non l’entusiasmo, un video “indianeggiante” proiettato sul grande schermo dà tempo a Lorenzo di cambiare “Valentino”, quindi enormi luci giallo-sole accompagnano L’estate addosso (18esimo pezzo) e la temperatura sale che pare Ferragosto.

Il Forum, suddiviso in gruppi e gruppetti di amici che “non potevamo mancare”, improvvisa danze jovanottesche. Una coppia di fricchettoni si è portata dietro il figlio quindicenne: ascoltano Tutto l’amore che ho (19esimo pezzo), ma lo capisci che il pischello preferirebbe essere al concerto di Sfera Ebbasta, una delle “nuove star tricolori” del genere che oggi ci sono ma domani chissà. Jovanotti, invece, eccome se c’è: ha resistito ai governi (Safari, 20esimo pezzo), ai terremoti (Tensione evolutiva, 21esimo pezzo), alla crisi del 2008 (Sabato, 22esimo pezzo), alla morte dei negozi di dischi reali e alla nascita di quelli virtuali (Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, 23esimo pezzo), perfino all’invasione di artisti usa & getta (Ciao mamma, 24esimo pezzo e accenni di ola).

E, niente, proprio lui che era il prototipo dell’artista che “non durerà” perché “La mia moto e Gimme Five sono puttanate”, lui che avrebbe potuto avere la consistenza di un rutto di Cecchetto, si ritrova qualche decennio dopo a cantare Ragazzo fortunato (25esimo pezzo) e a lasciare il palco fingendo di non aver niente altro da raccontare. Cazzate. Lo sanno tutti che ci sono i bis. Jova non si fa pregare. Intona voce & chitarra Gente della notte (26esimo pezzo), celebra la scomparsa di Bibi Ballandi con la commozione di chi “lo ha vissuto” per davvero, spende tutte le energie rimaste per Mezzogiorno (27esimo pezzo).

Ciao. Arrivederci. Se ci fosse un sipario ora calerebbe. Ma il sipario non c’è e allora Lorenzo omaggia tutti quelli che hanno suonato con lui sulle note di Viva la libertà, condanna il razzismo e apre il cuore: “Sono 30 anni che faccio concerti, ma mi diverto sempre di più!”. L’applausometro rischia il tilt, lui volta il culo e se ne va con qualche litro di sudore lasciato sul palco, ma anche con lo sguardo fiero di chi sa di aver dato tutto.

Ps. “Oggi meglio di ieri, ma domani sarà ancora meglio!”, dice una matta a un’altra. E quella: “Li voglio vedere tutti, li vedrò tutti! Io lo amo…”. Lei lo ama.