Josh Kiszka dei Greta Van Fleet ha risposto alle accuse di appropriazione culturale | Rolling Stone Italia
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Josh Kiszka dei Greta Van Fleet ha risposto alle accuse di appropriazione culturale

No, non c’entra il fatto che la sua band si sia appropriata della musica dei Led Zeppelin

Josh Kiszka dal vivo coi Greta Van Fleet

Foto: Mauricio Santana/Getty Images

Dopo le accuse, le scuse. Josh Kiszka dei Greta Van Fleet ha spiegato che si è preso del tempo per rifletterci e alla fine ha fatto ammenda su Instagram, dicendosi colpevole di appropriazione culturale. No, non c’entra il fatto che i Greta Van Fleet si siano appropriati della musica dei Led Zeppelin.

Negli ultimi anni Kiszka è a volte sul palco con costumi di scena che richiamano la cultura dei nativi americani. Dopo le critiche che gli sono piovute addosso, anche tramite la creazione dell’hashtag #SpeakUpGVF, il cantante ha chiesto scusa ai suoi «indigenous fans».

«Mi sono preso del tempo per ascoltare e riflettere», scrive il cantante. «Apprezzo enormemente la cultura indigena. Riconosco i danni che l’ignoranza può produrre sulle comunità emarginate ed è una cosa mai vorrei perpetuare. In questa comunità odio, mancanza di rispetto e pregiudizi d’ogni tipo non sono i benvenuti. Crescendo ho imparato. E questo processo di crescita non si è fermato, né si fermerà adesso».

E ancora: «La tribù Chippewa ha avuto un impatto profondo su di me, essendo stato esposto alle loro cerimonie e ai loro costumi mentre crescevo in Michigan. Ho fatto una donazione al First Nations Development Institute per aiutare a tenere in vita tradizioni di quel tipo. Se volete farlo anche voi, visitate firstnations.org. Pace, amore, unità e uguaglianza».

 

 
 
 
 
 
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