John Mayer ha pronunciato un elogio funebre carico di emozione per l’amico e mentore Bob Weir, cofondatore dei Grateful Dead, durante il memorial pubblico tenutosi sabato pomeriggio a San Francisco. Lottando per trattenere le lacrime mentre parlava dell’impatto profondo che Weir ha avuto sulla sua vita, Mayer ha anche eseguito una toccante versione di Ripple, classico dei Grateful Dead.
«Nel corso di un decennio abbiamo imparato a fidarci l’uno dell’altro», ha detto Mayer parlando di Weir, con cui ha suonato nel progetto derivato dei Grateful Dead Dead & Company. «Mi ha insegnato, tra le tante cose, a fidarmi del momento, e mi piace pensare di avergli insegnato un po’ a fare affidamento su un piano, non come sostituto dei momenti divini, ma come un modo per attirarli un po’ più vicino. Credo che, in fondo, quello che stavo davvero facendo fosse mostrargli che poteva contare su di me. Bob ha scommesso su di me. Ha messo in gioco l’intera sua reputazione accettando che io entrassi in una band con lui. Mi ha dato una comunità musicale, mi ha dato questa comunità».
Today as the Dead faithful celebrated the life of Bob Weir, John Mayer delivered perhaps the only “Ripple” that’s ever made me smile-cry… Highly suggest.😔 pic.twitter.com/MlhMsoMkRA
— friendscallmeJay (@Jaypotta) January 17, 2026
«Mi ha prestato il suo repertorio, mi ha invitato nei mondi che aveva costruito e mi ha insegnato cosa significano le canzoni e cosa vuol dire eseguirle», ha continuato Mayer. «In cambio, gli ho dato tutto quello che avevo, notte dopo notte, anno dopo anno».
Mayer ha poi riconosciuto il senso di perdita collettiva che ora attraversa la comunità dei Grateful Dead. «So che in questo momento è facile sentire come se il tempo stesse accelerando, portandoci via così tanto», ha detto, «ma vorrei ricordarvi, come ho cercato di ricordarlo a me stesso in questa ultima settimana, quante notti abbiamo vissuto tutti così intensamente in ogni singolo secondo, aggrappandoci a ogni parola di Bobby, seguendo la musica attraverso svolte e sentieri, nei boschi e sopra panorami maestosi, assorbendo quelle interviste magnifiche e chiedendoci come abbiamo fatto a essere così fortunati da essere trovati da questa musica e invitati insieme in questo sogno».
Tra gli altri interventi al memorial ci sono stati Mickey Hart, Joan Baez, la Speaker Emerita Nancy Pelosi e il sindaco di San Francisco Daniel Lurie. È stato inoltre proiettato un video-tributo con Willie Nelson, Sammy Hagar, Wynonna Judd, Warren Haynes, Trey Anastasio e Bruce Hornsby.
Mayer ha chiuso il suo intervento parafrasando Leon Russell attraverso un verso che immaginava Weir avrebbe ora restituito al pubblico: «But now I’m so much better, so if my words don’t come together, listen to the melody because my love is in there hiding (Ma ora sto molto meglio, quindi se le mie parole non riescono a formare una frase, ascoltate la melodia perché il mio amore è lì dentro, nascosto)».
«E così continueremo tutti ad ascoltare insieme. Trecento anni, Bobby: ecco un piano che posso sostenere», ha concluso Mayer. «Grazie, Maestro. Mi hai cambiato la vita. Ti amerò per sempre. Grazie».








