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Il controllo sulle armi non ha salvato nessuno al Bataclan, dice Jesse Hughes

Il giorno in cui la band torna a suonare a Parigi dopo l'attacco al Bataclan, il frontman parla alla TV francese: «Fino a quando nessuno avrà più armi, tutti dovrebbero averne una»

Jesse Hughes e Josh Homme in concerto a ottobre. Foto Kevin Winter/Getty Images

Jesse Hughes e Josh Homme in concerto a ottobre. Foto Kevin Winter/Getty Images

Oggi, 16 febbraio, gli Eagles of Death Metal tornano in concerto a Parigi dopo l’attacco terroristico al Bataclan del 13 novembre 2015, dove hanno perso la vita 90 persone. La band ha già ricominciato il tour europeo domenica in Svezia, e lunedì Jesse Hughes, frontman della band, ha rilasciato un’intervista al canale TV francese iTélé in cui ha parlato di politiche di controllo delle armi.

Hughes ha dichiarato in altre occasioni di essere favorevole al possesso di armi, e di essere lui stesso proprietario di molte pistole. Alla domanda riguardo un possibile cambiamento di opinione sul tema dopo gli attacchi di Parigi, Hughes risponde: «Il controllo sulle armi non c’entra niente con questa situazione, ma visto che lo tiri fuori: il tuo controllo sulle armi in Francia hanno salvato la vita anche solo a una cazzo di persona? Se qualcuno dice sì, mi piacerebbe sapere le sue ragioni, perché io non credo. Credo che l’unica cosa che sia servita sono stati gli uomini più coraggiosi che io abbia mai visto che sono andati con le loro armi dritti verso la morte.»

«So che la gente non è d’accordo con me,» continua Hughes, «ma sembra che Dio abbia creato l’uomo e la donna, e quella notte le armi li abbiano resi uguale. E odio il fatto che sia così. Forse l’unica cosa che è cambiata nel mio pensiero è che fino a quando nessuno avrà più armi, tutti dovrebbero averne una. Perché non ho mai visto morire uno che ne avesse una, e voglio che tutti possano averle, e ho visto gente morta che poteva sopravvivere, credo.»

Durante l’intervista, il frontman spiega l’importanza di tornare sul palco a Parigi e di non deludere i fan. La band ha offerto l’ingresso gratuito ai sopravvissuti alla strage del Bataclan, ma molti hanno rifiutato l’invito dicendo di non essere ancora pronti. «Spero sappiano che gli voglio molto bene» dice Hughes durante l’intervista «e che quando saranno pronti sarò lì ad accoglierli. Non so cosa fare, capisco perché non se la sentano ancora di venire, ma sarebbe bello che ci fossero.»

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