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James Blake: «Ero depresso e avevo pensieri suicidi»

«C'è questo mito per cui devi essere ansioso per essere creativo, che devi essere depresso» ha raccontato il musicista. «Posso affermare che l'ansia non mi ha mai aiutato a creare. E l'ho vista distruggere il processo creativo dei miei amici.»

Fonte: Facebook

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Domenica, James Blake ha parlato di ansia e depressione durante il convegno annuale della Performing Arts Medicine Association, come riporta Billboard. Durante il suo intervento, ha incoraggiato gli altri a non soffrire in silenzio confidando la propria esperienza con una depressione che lo ha portato in passato a «pensieri suicidi».

«Sono stato privato della mia vita normale praticamente a un’età in cui non ero ancora formato del tutto» ha raccontato il musicista inglese nella conferenza dal titolo “You Got This: Managing the Suicide Crisis in the Arts Population”. Ha aggiunto che essere costantemente in tour ha aggravato notevolmente la salute mentale.

«I rapporti con le persone si appiattiscono a un livello superficiale» ha spiegato. «Per cui sei a casa anche solo per un giorno e qualcuno ti chiede come stai, rispondi che va tutto bene, non importa quanto tu sia ansioso o depresso in quel momento.»

Blake ha detto anche che una dieta sregolata in tour ha contribuito fortemente al peggioramento della depressione. «Direi anche che lo sbilanciamento chimico dovuto alla dieta e il deterioramento della mia salute è stato un fattore immenso nella mia depressione e nei conseguenti pensieri suicidi» ha confidato. «Ho sviluppato intolleranze che mi portavano alla depressione esistenziale quotidianamente. Mangiavo una determinata cosa e poi per il resto del giorno sentivo che nulla aveva senso.»

«C’è questo mito per cui devi essere ansioso per essere creativo, che devi essere depresso» ha raccontato il musicista. «Posso affermare che l’ansia non mi ha mai aiutato a creare. E l’ho vista distruggere il processo creativo dei miei amici.»

Il musicista inglese ha parlato poi del sottoporsi alla terapia di desensibilizzazione e riprocesso del movimento dell’occhio (EMDR), che usa stimoli fisici ed esterni per rielaborare ricordi traumatici. A suo dire, la terapia ha «davvero colpito i traumi e le repressioni che mi hanno portato alla depressione in primo luogo.» Un grande ruolo l’ha giocato la fidanzata e il suo supporto nel dire addio alle cattive compagnie. «Onestamente, molta catarsi è derivata dal mandare a fanculo molta gente» ha detto. «E anche dal dire no alla costante vita in tour».

Blake si è inserito fra la lista di artisti che sono riusciti ad aprirsi sulla salute mentale perché «abbiamo raggiunto un punto critico.»

«Siamo la generazione che ha assistito varie altre generazioni darsi alle droghe, agli eccessi, ai meccanismi che le hanno distrutte» ha detto. «E ci sono così tanti artisti famosi che di recente si sono tolti la vita. Per cui, credo che abbiamo una responsabilità a parlarne e rimuovere lo stigma una volta per tutte.»

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