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Jagger, Green Day e molti altri firmano una lettera per impedire l’uso delle loro musiche nei comizi

Da Lorde ai Blondie, molti musicisti hanno deciso di passare all'azione: «Troppi di noi trascinati in politica senza consenso. È ora di dire basta»

Foto: Hulton-Deutsch Collection/CORBIS/Corbis via Getty Images

Artisti come Lorde, Mick Jagger, Green Day, Blondie e REM hanno firmato una lettera per impedire l’uso non autorizzato della loro musica durante i raduni politici.

Un testo scritto all’Artists Rights Alliance (ARA) in cui i musicisti chiedono fondamentalmente che i comitati dei partiti stabiliscano chiare misure che richiedano consenso degli artisti coinvolti per utilizzare le musiche. Una battaglia che Jagger porta avanti da tempo e che ha trovato a suo appoggio anche Pearl Jam, Courtney Love, Elvis Costello. Trovate la nota qui.

«Abbiamo visto così tanti artisti trascinati in politica contro la loro volontà. Può confondere e deludere i fan e oltre che minare le entrate a lungo termine di un artista. E in più non è corretto. È arrivato il momento di agire e garantire che le nostre voci siano ascoltate». Proprio poche ore fa Neil Young ha dichiarato di voler fare causa al Presidente Trump per lo stesso motivo.

Rimane una domanda: davvero le canzoni aiutano a vincere le elezioni? Abbiamo provato a rispondere, qui.