Jägermusic Lab ha finalmente un vincitore

Dopo una selezione a Milano, una semifinale a Berlino e una finale a Rimini, l'academy per DJ di Jägermeister ha messo la corona in testa a Simone Volpato, alias Stomp Boxx.

Prima di Milano erano 20, prima di Berlino 10 e prima di Rimini 3: ora, di concorrente del Jägermusic Lab, ne rimane solo uno, cioè il vincitore. Simone Volpato, in arte Stomp Boxx, si è portato a casa il cervo d’oro, che è un modo carino per dire che ha vinto la seconda edizione dell’academy per DJ e produttori messa in piedi da Jägermeister.

Ed essendo anche noi di Rolling fra i giudici che hanno decretato il verdetto—con noi c’erano anche altri illustri giornalisti e professionisti del mondo del clubbing, come il promoter e manager Luca Pechino, i DJ Luca Agnelli e Luca Guerrieri, e i fondatori della Mat Academy nonché master teacher di Jägermusic Lab, Alex Tripi e Nello Greco—possiamo dire con facilità che non c’è stato nulla di facile nella scelta del vincitore.

Gli altri due finalisti in gara, Keira Meier e Produkkt, come Stomp Boxx erano più che pronti a vincere, oltre che meritevoli. La prima, poi, è già una DJ affermata nell’ambiente techno milanese e in consolle sfoggia una presenza granitica e una selezione chirurgica. Quanto a Produkkt, gli va riconosciuto il merito di aver fatto ricredere chiunque veda l’electro come un genere decaduto. Eppure alla fine ha vinto il cuore, ha vinto il sogno di un ragazzo che, con figli e un passato da postino, ha messo in gioco tutto.

Ma la finale dell’8 giugno a Rimini, consumata nello scheletro mozzafiato di un vecchio edificio abbandonato, l’ex Colonia Novarese, non è che l’inizio. Per i giudici e i concorrenti è sembrata la conclusione di un’avventura iniziata con delle selezioni all’Apollo di Milano, delle semifinali a Berlino e la finale (bellissima) di Rimini, che ha registrato un afflusso di 5.500 persone. Ma per Simone ora arriva il momento di ripagare la fiducia che l’academy ha riposto in lui.

Ora gli toccherà cacciare una release sulla Etruria di Luca Agnelli e poi si dovrà esibire nei più grandi festival sponsorizzati da Jägermeister come il Kappa FuturFestival o il Movement. Ovvero, dovrà dimostrare parecchio. Sia a un DJ esigente come Agnelli che a un pubblico come quello della techno.

In ogni caso, dei workshop, delle lezioni, delle riunioni interminabili fra giudici, delle consegne sudate e delle prove passate dai concorrenti, delle lacrime, della tensione, dei sorrisi e dei pugni tirati al muro, rimane soltanto la sensazione di aver partecipato a qualcosa di bello, qualcosa di importante a livello emotivo. Un progetto a cui speriamo di partecipare anche l’anno prossimo e magari anche quello dopo.