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Jack White si confessa: “Lazaretto”, i Daft Punk, Kanye West…

In una rara intervista il rocker parla a tutto campo di sé, dei suoi (insospettabili) gusti e racconta le collaborazioni mancate con il mondo del rap...

Quando mancano pochi giorni alla pubblicazione di Lazaretto, la cui uscita italiana è programmata per il 10 giugno, Jack White è stato intervistato per il nuovo numero di Rolling Stone America e in un’intervista tanto rara quanto sincera al limite della brutalità l’ex White Stripes affronta diversi argomenti: dal rapporto con i figli a quello con Meg White, dal sentirsi simile a Larry David, l’attore protagonista di Curb Your Enthusiasm ai suoi “problemi a relazionarsi al mondo femminile”. Leggete più oltre alcuni degli estratti dall’intervista:

I testi di Lazaretto sono stati ispirati dagli anni dell’adolescenza.?
Anni fa White ha ritrovato in uno scatolone quaderni contenenti racconti brevi e testi teatrali scritti all’età di 19 anni, quando frequentava la Wayne State University dalla quale successivamente si ritirò. Il lavoro è definito dal diretto interessato come “mediocre”, ma ciononostante frasi e personaggi sono confluiti nel nuovo album sotto forma di testi: “L’ho usata come una maniera per stimolarmi. Cosa può succedere se parlo con un me stesso più giovane e se mi metto a “collaborare” con lui?”.

Lazaretto – il singolo!

È un grande ascoltatore di musica commerciale e pop.
?I Daft Punk? Secondo White sono “fantastici”. E rivela che di recente aveva lavorato con Jay Z a diverse canzoni (“Ma non sono sicuro che gli siano piaciute”) e che Kanye West gli aveva chiesto di essere presente su Yeezus, anche se la collaborazione non si è mai materializzata. Una delusione per White, che è un grande fan del rapper e ne ha apprezzato il tour dell’anno scorso, definendolo come “la cosa più punk e più grande che abbia mai visto in vita mia”.

Il pubblico ai concerti fa schifo per un motivo preciso…
“La gente non applaude più perché hanno un cazzo di telefonino sempre in mano. Forse anche un bicchiere”. E aggiunge:

Ad alcuni musicisti questo non importa, ma io personalmente voglio che sia il pubblico a dirmi cosa fare. Non esiste scaletta. Non esiste che io dica le stesse identiche cose che ho detto al concerto della sera prima. Se gli spettatori non riescono a restituirmi l’energia che ci metto, allora sto sprecando il mio tempo.

Nel 2012 fu accusato di misoginia da una giornalista dell’Atlantic. Le risponde così…?
“Ho lavorato e collaborato con più donne di chiunque altro quella giornalista incontrerà mai nella sua carriera”. E aggiunge che c’è una differenza tra le voci narranti delle proprie canzoni e quello che lui crede, personalmente. Per esempio, su Three Women che apre Lazaretto, dice: “Se mi conoscete sapete come la penso sulla fotografia digitale, e quella canzone parla di fotografia digitale da un punto di vista completamente opposto, quindi ovviamente quella traccia non parla del fottuto Jack White, quindi andate al diavolo!”.

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