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Italiani brava gente: Petit Singe

Hazina Francia è un'art director di origini indiane e cresciuta a Forlì che di notte si trasforma in una delle dj e producer più apprezzate d’Italia. L'abbiamo interrogata durante la serata “The italian new wave”

Petit Sange, foto di Marco Casino

Petit Sange, foto di Marco Casino

Hazina Francia, di origini indiane e cresciuta a Forlì, nella vita fa l’art director, ma di notte si trasforma in una delle dj e producer più apprezzate d’Italia. È una delle quattro stelle di “The italian new wave”, il progettone di Club to Club per sostenere i talenti Made in Italy, e l’abbiamo sottoposta a un’interrogazione piena di sorprese.

Cosa significa per te “The Italian New Wave?”
Per me è un mondo abbastanza nuovo, anche a livello di promozione. È stato tutto molto naturale, mi hanno tirato dentro senza decidere troppo a tavolino. Sicuramente è qualcuno che ci crede e si sbatte, ho sempre visto un’ottima organizzazione dietro le quinte e tutti lavorano per mettere l’artista sempre in primo piano.

Cos’hai in comune con gli altri nomi?
Penso che il tratto che abbiamo in comune sia l’italianità. Per il resto, siamo tutti completamente diversi a livello musicale, ci sono più differenze che punti di contatto, ma proprio questo è quello che mi piace di più. Hanno messo insieme un gruppo di musicisti italiani, a prescindere dal genere che facciamo.

Se dovessi formare un super gruppo con gli altri artisti di queste pagine, che ruolo avresti e come vi chiamereste?
Farei la cubista dei Ninos, perché non riuscirei a non ballare! C’è un filo comune tra noi, mi sento molto vicina a loro e a Not Waving. Non ho idea di cosa potrebbe venire fuori. Per il nome, direi “Primitive” o qualcosa del genere.

Chi vorresti produrre?
Posso sceglierne uno che non c’è più? Se fosse ancora tra noi ti direi Muslimgauze. Se ne vuoi uno vivo, però, ci devo pensare un attimo…

Andrai al Club To Club e quale sarà il set da non perdere?
Ci andrò per la serata di venerdì di sicuro, ma vorrei stare lì venerdì e sabato in realtà. Quelli che aspetto più di tutti sono gli Amnesia Scanner, perché li ho scoperti da poco e sono davvero curiosa di vedere come suonano dal vivo,

Qual è il tuo kit di sopravvivenza da festival?
Per un giorno, sicuramente porterei le paglie nello zainetto. Per due giorni, oltre alle paglie, sono d’accordo con quello che dice Dave: mutande e intimo di ricambio.