Cinquant’anni sono un traguardo incredibile per una band. Soprattutto se, oltre al mero numero, questi 50 anni sono stati parte fondamentale della storia della musica come è successo per gli Iron Maiden.
Per celebrare questo anniversario, qualche settimana fa è stato annunciato il documentario Iron Maiden: Burning Ambition. Il film, come da comunicato, «esplora il modo in cui gli Iron Maiden hanno contribuito a plasmare un movimento culturale, mettendo in discussione le visioni convenzionali della musica rock e l’impatto più ampio dell’heavy metal sulla società e sulla cultura».
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Diretto dal regista inglese Malcolm Venville, e prodotto da Dom Freeman (che in passato è stato produttore esecutivo di documentari per Cure, Depeche Mode e James Blunt), il film mischia immagini d’archivio e interviste, sia ai membri della band che ad amici come l’attore spagnolo Javier Barden, Tom Morello dei Rage Against the Machine, Lars Ulrich dei Metallica e Chuck D dei Public Enemy. Si legge nel comunicato: «Il film offre uno sguardo intimo sulla loro visione senza compromessi e sul legame indissolubile che li unisce al loro pubblico in tutto il mondo».
Dopo aver anticipato il poster disegnato da Albert “Akirant” Quirantes, oggi è il turno di un primo lungo trailer che ci porta dentro il mondo di Iron Maiden: Burning Ambition, che in Italia arriverà nelle sale il prossimo 14 maggio.
Gli Iron Maiden suoneranno a San Siro il 17 giugno. Abbiamo parlato con Adrian Smith sia dell’anniversario e di come una band può dureate mezzo secolo («Credo che la chiave sia stata il lavoro fatto all’inizio. Abbiamo suonato tantissimo, in posti spesso atroci. È la strada più dura, sicuramente non è glamour, ma è il modo migliore per costruire un pubblico»), sia dei prezzi dei biglietti («È cambiato completamente il modello economico. Una volta si andava in tour per promuovere un disco. E spesso i tour ti facevano perdere un sacco di soldi. Era un investimento sulla band, perché poi la gente usciva e il giorno dopo comprava il tuo disco e quelli precedenti. Oggi che non puoi più fare soldi con i dischi, devi vivere di concerti. È diventato il centro dell’industria. Questo ha inevitabilmente portato tutti quelli che ci girano intorno ad alzare i prezzi»).













