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Il vescovo di Sanremo contro Achille Lauro: «Profanato il battesimo, basta pagare il canone»

Chiamato in causa scherzosamente da Fiorello, L'Osservatore Romano cita David Bowie e prende in giro Lauro: «Non ci sono più i trasgressori di una volta»

Achille Lauro si battezza a Sanremo 2022

Foto: Daniele Venturelli/Getty Images

«Vorrei sapere il voto dell’Osservatore Romano sulla performance di Achille Lauro», ha scherzato Fiorello ieri sera da palco dell’Ariston dopo che il cantante si è battezzato da sé alla fine dell’esecuzione di Domenica. La polemica è scoppiata poche ore dopo quando il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta, ha diffuso un comunicato stampa per criticare l’esibizione del primo cantante in gara, senza fare nomi. «Una triste apertura del Festival della Canzone Italiana 2022 ha purtroppo confermato la brutta piega che, ormai da tempo, ha preso questo evento canoro e, in generale, il mondo dello spettacolo, servizio pubblico compreso. La penosa esibizione del primo cantante ancora una volta ha deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica evocando il gesto del Battesimo in un contesto insulso e dissacrante».

Non è la prima volta che il vescovo di Sanremo si scaglia contro Achille Lauro, visto che già l’anno scorso aveva lamentano una certa insoddisfazione per il testo della sua canzone. Oggi, però, l’alto prelato è arrivato addirittura a invitare i fedeli a non sostenere più la televisione pubblica: «Basta pagare il canone Rai. Non possiamo, infatti, trovarci di fronte a un canone obbligatorio sulla bolletta della luce, per poi essere offesi a domicilio e questo sarebbe servizio pubblico?», ha dichiarato all’Ansa.

Gianfranco Ravasi, cardinale e figura di spicco in Vaticano che ricopre il ruolo di presidente del Pontificio consiglio della cultura, sempre molto attento alle canzone pop, non ha commentato direttamente il fatto, ma ha preferito dedicare un tweet al significato del battesimo: «È il più bello e magnifico dei doni di Dio. Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste d’immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto ciò che vi è di più prezioso».

Il senatore Lucio Malan di Fratelli d’Italia ha incece lanciato un’invettiva contro Lauro: «Profana il sacramento del battesimo mentre il coro gospel canta “AlleluXX”. Ma che bravo! Quelli che chiedono il rispetto e la tolleranza. Pagato con il canone! Vergogna!».

È arrivato anche il commento dell’Osservatore Romano: «Chiamati in causa da Fiorello alla cui simpatia non si può resistere, eccoci qui a dire la nostra, come richiesto, su Achille Lauro. In punta di piedi. Perché Sanremo è Sanremo. L’Osservatore è L’Osservatore. E in questo caso si limita ad osservare che, volendo essere a tutti i costi trasgressivo, il cantante si è rifatto all’immaginario cattolico. Niente di nuovo. Non c’è stato nella storia un messaggio più trasgressivo di quello del Vangelo. Da questo punto di vista difficilmente dimenticheremo la recita del Padre Nostro, in ginocchio, di un grande artista rock come David Bowie».

Conclusione: «Non ci sono più i trasgressori di una volta».

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