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Il nuovo Guitar Hero Live ci ha spiazzato e non poco

Siamo andati alla presentazione del nuovo capitolo della saga di videogiochi musicali interattivi creati da Activision. Stupore è la parola giusta

Sono andato a Londra alla presentazione del nuovo Guitar Hero Live con la diffidenza di chi non ci gioca da 4/5 anni, cioè di chiunque. Senza troppi fronzoli, quella del controller a forma di chitarra è stata una moda che si è consumata in fretta e poi si è spenta altrettanto velocemente. In questo preciso istante, il vostro (nostro, mio, suo) armamentario per giocarci sta ammuffendo impolverato in uno scatolone, di fianco alla Nintendo Wii. «Scordatevi il vecchio Guitar Hero. Live è qualcosa di totalmente diverso», assicura Jamie Jackson, barbutissimo e tatuatissimo creative director di Freestyle Games. Ha ragione, il primo impatto con il gioco è spiazzante. Zero animazioni di mostri inventati che suonano la chitarra, solo immagini in prima persona di veri concerti davanti a un vero pubblico.

Le comparse del pubblico sono state filmate davanti a uno schermo verde e successivamente moltiplicate in post-produzione.

Le comparse del pubblico sono state filmate davanti a uno schermo verde e successivamente moltiplicate in post-produzione.

«Abbiamo stravolto il concetto di videogioco grazie alle tecnologia del green screen.» Sovrapponendo sequenze di musicisti sul palco e pubblico sotto (che interagiscono con il giocatore positivamente o no se siete scarsi o meno), è stato possibile ricreare due interi festival fittizi nei minimi dettagli, fino a farli sembrare reali: il Sound Dial, tipico festival inglese a metà strada fra il Glastonbury e il Wireless, e il Rock The Block, ambientato negli Stati Uniti e dallo scenario totalmente urbano. Un lavoro titanico e Jamie non ne fa certo un mistero: «Non è stato facile, anche perché i macchinari utilizzati per girare erano pesanti e un tantino pericolosi.» Come Bolt, un braccio meccanico per assemblare auto riconvertito in macchina da presa, montato su due rotaie e soprannominato ironicamente “Penelope”.

Una delle sessioni di shooting con il braccio meccanico ribattezzato "Penelope"

Una delle sessioni di shooting con il braccio meccanico ribattezzato “Penelope”

La massiccia presenza di sequenze girate con veri attori/musicisti—sono state create ex novo una decina di band, ognuna col proprio logo, background e stile—ha reso quindi necessaria una figura specializzata nei video musicali. A questo problema ha ovviato Giorgio Testi, filmmaker romano che in passato ha lavorato con Rolling Stones, Killers e Afterhours. «Un’esperienza assurda, stimolante. L’unico guaio è stato il segreto professionale che ho dovuto mantenere per tutto il tempo su questo progetto!», mi confida Giorgio, felice di vedere la luce dopo oltre quattro anni di lavoro. Quella del Live come primo chitarrista in una delle dieci band, però, non è che una delle due principali modalità di gioco. Guitar Hero TV ricorda molto l’heavy rotation nei tempi d’oro di MTV, nel menù principale è stata infatti inserita una sezione multicanale con video on demand costantemente aggiornati. Una mossa furba, se teniamo conto dei numeri attuali dello streaming, che con Guitar Hero acquista anche una componente interattiva.

Uno screenshot del gameplay nella modalità "TV"

Uno screenshot del gameplay nella modalità “TV”

Perciò, se a metà video di Ghost Walking dei Lamb of God dovesse venirvi lo schizzo di fare una schitarrata, potete entrare nella modalità di gioco in qualsiasi momento. Altra novità: troverete anche videoclip a pagamento, che potrete acquistare con soldi veri (esempio: organizzate una serata con gli amici e acquistate un pass per sbloccarli tutti per una sera) oppure guadagnarveli grazie alle sessioni di gioco intensivo che vi aspettano. Per ultimi, i controller. Basta con i tasti colorati, basta mignoli inarrivabili. I nuovi guitar pad somigliano sempre più a strumenti sobri e sempre meno a giocattoli, sfoggiando due file da tre tasti, con la possibilità di accennare persino dei barré. Avete tempo fino al 23 ottobre per stabilire se passare l’inverno (e probabile primavera) chiusi in casa con un controller a forma di Stratocaster in mano.

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