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“Il lato ruvido” dei Punkreas sul palco del Leoncavallo

Più di vent'anni di rumore e sentirli tutti, forte (ma non proprio chiaro). La band di Parabiago ha presentato il nuovo disco a Milano e il 23 aprile bisserà al CSR Rivolta, a Marghera. Poi le date instore e la tournée estiva

I Punkreas al Leoncavallo per presentare "Il lato ruvido", uscito il 22 aprile - Foto di Angelo Becci

I Punkreas al Leoncavallo per presentare "Il lato ruvido", uscito il 22 aprile - Foto di Angelo Becci

Iniziano i Punkreas, “si alza il volume, cresce il rumore, salta-salta-salta“. È facile capire di cosa stiamo parlando perché ieri sera al Leoncavallo di distorsioni e rumore ce n’erano a palate. Il lato ruvido era nei negozi solo da quella mattina ma la gente capisce in fretta e salta-salta-salta.

Cippa, Paletta e Noise, accompagnati da Gagno e dalla new entry Andrea “Endriù” erano allo Spazio Pubblico Autogestito di Milano per presentare il nuovo disco il giorno stesso dell’uscita, il 22 aprile, ma hanno comunque aperto il concerto con un pezzo dal loro storico archivio ventennale: Voglio Armarmi.

Lanciare un disco con una doppia data di presentazione a cavallo del giorno dell’uscita è una scelta ruvida certo, in puro stile Punkreas, e forse anche un po’ azzardata perché il Leo non stava certamente per esplodere ieri sera, facendo un discorso puramente quantitativo. Si rifaranno questa estate a disco digerito. La qualità invece non è mai cambiata, neanche con gli anni e un accenno di calvizie: niente oceani di cellulari, sorrisi, cori e contro-cori, birre e pogo q.b. Per testare Il lato ruvido dei Punkreas era sicuramente il posto giusto, lo abbiamo sentito picchiare duro sui nostri stomaci, a volumi spaventosi.

Punkreas, Leoncavallo, Milano - Foto di Angelo Becci

Punkreas, Leoncavallo, Milano – Foto di Angelo Becci

 

Dopo una lunga infilata di pezzi nuovi in cui si parla di “zombie come te” facendo un chiaro riferimento ai cacciatori di like, alle mummie da social network e alle false speranze create dai talent che, arrivati al 2016, hanno tolto un po’ di posto alle lotte working class e alla protesta contro il vicino. Per tornare su quella dovremo aspettare la fase finale del concerto, senza la farsa del bis.

Sul palco con i neo-venticinquenni saliranno anche il giovane rapper Giulio Sprea e lo scrittore e fumettista Tito Faraci, che deciderà di cantare con i Punkreas la canzone scritta per loro Picchia più duro. I ragazzi de Lo Stato Sociale invece hanno scritto con i Punkreas il singolo di lancio: In Fuga. Assenti invece i Modena City Ramblers, «Cazzi loro» urla qualcuno a bordo palco mostrando il suo personalissimo lato ruvido.

Con Aca Toro, Sosta e Tutti in Pista finalmente vediamo i primi piedi in aria, stage diving, cori veri, qualche dito medio e le classiche invasioni di palco. What else? Anche svariati anni dopo al vicino puzza ancora il fiato e le ascelle, i Punkreas sono qui per ricordarcelo. Siamo alla fine, si accendono le luci verdi e parte Canapa, grazie Paletta per quei sei mesi di condizionale che l’hanno ispirata. Grazie ragazzi, ci vediamo questa estate.

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