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Il governo italiano concederà il riconoscimento giuridico ai live club?

I locali in cui si fa musica dal vivo sono stati i grandi assenti dal dibattito sulla crisi del settore dello spettacolo. L’approvazione di un ordine del giorno alla Camera potrebbe cambiare le cose

Foto: Sam Moqadam/Unsplash

«Non cita mai i live club» è una delle critiche ricorrenti al Ministro della cultura Dario Franceschini che ha parlato spesso negli ultimi mesi della crisi dei teatri o dei cinema, ma raramente dei locali in cui si fa musica dal vivo.

Le cose potrebbero cambiare giacché mercoledì 9 giugno, come informa Assomusica, è stato approvato alla Camera dei Deputati un ordine del giorno con cui si impegna il Governo a prendere in considerazione il riconoscimento giuridico dei live club, che com’è noto hanno fatto sentire la loro voce nei mesi scorsi con varie iniziative tra cui L’Ultimo Concerto.

«L’introduzione nel quadro normativo del riconoscimento giuridico dei live club» si legge nel paragrafo dell’ordine del giorno approvato «agevolerebbe la catalogazione ministeriale delle realtà extra FUS (il fondo unico per lo spettacolo, vedi questo articolo, ndr) e permetterebbe di identificare in maniera puntuale le singole realtà ai fini dell’erogazione dei sostegni economici che, in molti casi, non riescono a raggiungere queste particolari attività». Si chiede perciò al governo di «valutare l’opportunità di disporre misure per il riconoscimento giuridico dei live club sul modello degli esistenti esempi europei e della fattispecie dei cinema d’essai, anche attraverso l’istituzione di un’apposita commissione ministeriale che individui i criteri identificativi e i requisiti di accesso per il riconoscimento giuridico delle singole realtà».

«Questo impegno formale a procedere col riconoscimento dei live club può essere il giro di boa», dicono Federico Rasetti e Marco Manzella, rispettivamente direttore e presidente di KeepOn Live. «Sancire un nuovo inizio, basato su maggiori tutele e sostegni per questi spazi, che potranno finalmente avere le condizioni di sostenibilità per prosperare; così da essere un potente volano di lavoro per tutta la filiera musicale e avere un impatto positivo per la socialità e la diffusione di cultura per i territori nei quali lavorano».

Vincenzo Spera di Assomusica esprime soddisfazione: «Il governo ha preso coscienza dell’importanza dei locali di musica dal vivo». Per Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci «è un giorno decisivo per l’avvio del percorso di riconoscimento di un ambito culturale fino ad oggi poco valorizzato e poco conosciuto».