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Il figlio di Gene Simmons accusa il padre: “È il Donald Trump del rock”

L'icona dei Kiss, in seguito alle bombe di New York, si era dichiarato favorevole alle misure di sicurezza proposte dal Tycoon durante la sua campagna elettorale.

Nick Simmons, figlio della leggenda dei Kiss Gene, ha criticato le recenti dichiarazioni del padre, comparando la sua visione del mondo a quella del candidato repubblicano Donald Trump.

Infatti, in seguito agli episodi degli scorsi giorni, e in particolare riguardo alle bombe di New York, la rock star aveva commentato dichiarando come sia necessario che tutti i cittadini americani vengano preventivamente schedati in modo da rafforzare la sicurezza interna, in questo modo richiamandosi alle proposte avanzate da Trump in campagna elettorale: «I governi dovrebbero essere più aggressivi – aveva detto Gene Simmons – è necessario prendere misure d’emergenza durante una guerra, e noi siamo in guerra».
Simmons ha voluto parlare anche di Ahmed Khan Rahami, l’uomo sospettato degli attacchi: «Dovrebbe andare in galera e diventare la ragazza di qualche galeotto».

Il primo a commentare le parole dell’ex frontman dei Kiss è stato il figlio Nick che, in un’intervista al sito TMZ, ha definito il padre “il fottuto Donald Trump del rock”.
Tuttavia, in seguito, Nick Simmons ha anche cercato di far capire al pubblico il punto di vista del padre: «È cresciuto ad Haifa, in Israele, in mezzo alla guerra e si sente come se avesse vinto i fottuti Hunger Games per il fatto di essere arrivato in America; con le sue mani si è costruito un paradiso in cui vivere e ora è spaventato a morte che qualcuno glielo rubi».

Non è la prima volta che l’icona dei Kiss inciampa in dichiarazioni decisamente infelici: infatti, già in seguito alla scomparsa di Prince, Simmons inizialmente aveva commentato: «Conoscevo sia Prince che Bowie. Bowie è morto di malattia, Prince di droga come Michael Jackson. Lo hanno ucciso le droghe ed è stata una sua scelta».