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Il disco milionario del Wu-Tang Clan è del bad boy dell’industria farmaceutica

Martin Shkreli aveva comprato un farmaco usato dai malati di AIDS e aveva alzato il prezzo vertiginosamente. Ora Bloomberg annuncia che ha anche comprato l'unica copia esistente di "Once Upon a Time in Shaolin" per milioni di dollari

A settembre 2015 il nome del 32enne Martin Shkreli è finito su tutte le testate giornalistiche. Ex manager di fondi speculativi, ha acquistato con la sua start-up Turing Pharmaceuticals il farmaco Daraprim, nome commerciale della pirimetamina, un principio attivo somministrato ai pazienti immunodepressi (come i sieropositivi o i malati di cancro) per curare malaria e toxoplasmosi. Il 20 settembre il New York Times ha annunciato che il farmaco è passato dal giorno alla notte (letteralmente) da un prezzo di 13,50 dollari per confezione a 750 dollari. Shkreli si è giustificato dicendo che i soldi andranno a finanziare la ricerca e che il prezzo è in linea con i prezzi dei farmaci per altre malattie rare, finché a un certo punto ha fatto spallucce dicendo semplicemente di essere stato «assunto per questo» e che criticarlo era come «criticare un giocatore di basket perché fa troppi punti.»

Shkreli poteva scegliere di ripulirsi l’immagine con un’operazione simpatia (ci aveva provato appoggiando la campagna di Bernie Sanders) oppure lasciando che il suo nome cadesse nel dimenticatoio. E in effetti da un po’ non si parlava di lui. Fino a ieri, quando Bloomberg ha annunciato che l’acquirente dell’unica copia esistente dell’ultimo disco dei Wu-Tang Clan, Once Upon a Time in Shaolin.

Nel 2014 RZA, leader del Wu-Tang, aveva annunciato che il loro prossimo disco sarebbe uscito in una sola copia, venduta all’asta al miglior offerente attraverso la piattaforma Paddle 8. L’album da 31 tracce è venduto in una confezione intagliata a mano insieme ad un libro da 174 pagine rilegato in pelle con i testi e contenuti speciali riguardo alle canzoni. Il 24 novembre 2015 è stata annunciata la vendita del disco per “milioni di dollari” – non è stato precisato quanti.

Alcuni fan immaginavano che l’avesse comprato Tarantino, altri il venture capitalist Ben Horowitz, ma inizialmente non si poteva sapere il nome del ricco fortunato perché i Wu-Tang avevano chiesto all’acquirente di non rivelare la sua identità per 88 anni. Poi la clausola è saltata, ed è venuto fuori il nome.

Shkreli si era fatto anche degli scrupoli, e temeva che RZA avrebbe rifiutato la sua offerta vista la pessima pubblicità che si era fatto nei mesi scorsi. Invece alla fine è andato tutto per il meglio, i due si sono anche visti per un pranzo – commentato da Shkreli con un laconico «Abbiamo poco in comune».

In tutto questo, il disco non l’ha ancora sentito, sta aspettando un giorno triste per sentirlo e tirarsi su il morale. Viene quasi da sperare che non sia granché.

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