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Il 2015 è stato l’anno dello streaming. E, come si sa, dei vinili

Sono stati pubblicati i dati RIAA sulle vendite americane. L'industria cresce, è in positivo per il quinto anno consecutivo

Per la prima volta lo streaming è il settore più importante del mercato musicale. Foto: Alberta Cuccia

Per la prima volta lo streaming è il settore più importante del mercato musicale. Foto: Alberta Cuccia

Sono stati pubblicati dalla RIAA i dati sulle vendite e sui guadagni del mercato musicale negli Stati Uniti. La notizia positiva è che per il quinto anno consecutivo il mercato è in crescita. I ricavi totali sono saliti dello 0,9%, toccando i 7 milioni di dollari. Ma il 2015 segna una vera svolta: per il primo anno nella storia musicale, la maggior parte dei ricavi arriva dai servizi di streaming (a pagamento e non, le internet radio e i servizi video, come YouTube) che toccano quota 34,3%. Soltanto nel 2010, sei anni fa, il settore valeva soltanto il 7% del mercato.

Il download digitale rappresenta il 34% del totale, mentre il mercato fisico il 28,8%. Le sottoscrizioni dei servizi a pagamento sono aumentate del 40%, passando da 7,7 milioni a 10,8 e arrivando a pesare oltre un miliardo di dollari (1.218 milioni). Tra i supporti fisici, come ci si poteva aspettare, è il vinile quello che segna la crescita più importante, con gli LP e gli EP che crescono del 28,3% parlando di vendite, arrivando a generare 416 milioni di ricavi e piazzandosi al secondo posto nel mondo dei supporti fisici. In forte crescita anche il mercato dei DVD audio. Crollano i CD singoli (sì, esistono ancora, ma segnano quasi -60%) e diminuisce il mercato dei CD che, pur restando il supporto più venduto, vede i suoi guadagni diminuire del 17%.

Per stilare una classifica, il guadagno maggiore dell’industria arriva ancora proprio dal CD, seguito dal download digitale dei singoli e dai servizi di streaming a pagamento.