I testi di Cremonini illumineranno Bologna per Natale | Rolling Stone Italia
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I testi di Cremonini illumineranno Bologna per Natale

'Nessuno vuole essere Robin' illuminerà via D'Azeglio: «Bologna resta orgogliosamente una città a misura di Robin, un approdo sicuro per tutti gli essere umani» ha scritto il cantautore. L'anno scorso era toccato a 'L'anno che verrà' di Lucio Dalla

Cesare Cremonini

Foto: Pierpaolo Ferrari. Style Francesca Piovano. Maglia del Bologna F.C. riprodotta da La Sartoria Sportiva di Calcio Retrò

Il testo di Nessuno vuole essere Robin di Cesare Cremonini illuminerà le strade della sua Bologna, in particolare via D’Azeglio. Se l’anno scorso erano state le parole di Lucio Dalla e della sua L’anno che verrà a essere trasformate in luci natalizie, quest’anno il Consorzio dei commercianti ha scelto una canzone di Cremonini, che ha commentato così: «Via D’Azeglio è la Bologna che amo. Quella da camminare, da respirare e da attraversare con il ghigno caratteristico dei bolognesi che sanno prendere a sberle la vita di tutti i giorni con la loro proverbiale ironia e quel pizzico di follia che li contraddistingue. Ora che si potranno leggere le rime di una mia canzone tra le luminarie della città dei poeti e dei cantanti, il cuore mi sobbalza di gioia e provo un senso di gratitudine ancora più forte verso la mia amata città. A Bologna ho dato tutto me stesso, fin dai miei esordi da “cinno” che guardava ai grandi nomi della musica con reverenza e ammirazione. Sono stato ricambiato con un affetto paterno, che è cresciuto e maturato nel tempo. Perché Bologna è una città tanto generosa quanto onesta nei giudizi, che non ti regala niente se non la rispetti. Ringrazio quindi di cuore il comune, tutti i cittadini che la attraversano e la colorano ogni giorno, i commercianti e i lavoratori che hanno fatto di questa via che appartiene idealmente a Lucio Dalla, un posto magico per tutti, non solo per noi bolognesi ma anche per i tantissimi i turisti che la cercano e la visitano ogni giorno. Lucio diceva sempre di dargli retta, che l’impresa eccezionale è essere normale. In un mondo in cui molti si travestono da supereroi, Bologna resta orgogliosamente una città a misura di Robin, un approdo sicuro per tutti gli essere umani. Grazie a tutti».