I due Sex Pistols hanno risposto alle accuse di John Lydon | Rolling Stone Italia
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I due Sex Pistols hanno risposto alle accuse di John Lydon


«Era informato sull’esistenza della serie, ma non ha voluto neanche incontrare Danny Boyle», dicono Steve Jones e Paul Cook in un comunicato. «L’unico membro rilevante? Difficile credergli»


Dopo la battaglia legale sull’uso delle canzoni dei Sex Pistols e il suo tentativo di bloccare Pistol, la serie di Danny Boyle sulla band basata sulla biografia del chitarrista Steve Jones, i Sex Pistols – cioè Jones e il batterista Paul Cook – hanno risposto alle accuse di John Lydon (che vi abbiamo raccontato qui). L’hanno fatto con un comunicato che smentisce quanto detto dal frontman sia sulla genesi dello show che sul suo ruolo all’interno del gruppo.

«Nonostante i commenti pubblicati sul suo sito, ribadiamo che John Lydon era informato dell’esistenza della serie tv Pistol, gli era stato proposto di incontrare il regista e di essere coinvolto nella realizzazione diversi mesi prima dell’inizio delle riprese», scrivono Jones e Cook. «Ha rifiutato l’offerta e ci rattrista che non abbia voluto neanche parlare con il regista Danny Boyle e il co-showrunner Craig Pearce».

Successivamente, i due parlano del ruolo di Lydon nel gruppo, soprattutto come autore. «Il suo contributo è giustamente riconosciuto, ma è difficile credergli quando dice di essere l’unico membro rilevante. Steve, Paul e Glen hanno fondato la band, che era già pronta quando è entrato John. Tutte le canzoni di Never Mind the Bollocks sono state scritte da Paul Cook, Steve Jones, Glen Matlock e Rotten, con l’eccezione di Holidays in the Sun e Bodies, scritte da Cook, Jones, Rotten e Vicious. In più, la serie tv è basata sul libro di Steve Jones, Lonely Boy».

Infine, Jones e Cook spiegano perché le decisioni sul gruppo avvengono con un voto a maggioranza e non all’unanimità, poi difendono il progetto Pistol. «John Lydon ha venduto i diritti sulle canzoni negli anni ’90 per soldi. È da allora che votiamo a maggioranza, non volevamo che nessun attore esterno potesse decidere cosa fare della musica del gruppo. E volevamo avere un meccanismo per proteggerci nel caso in cui un membro volesse bloccare ingiustamente le decisioni, che è quello che è successo in questo caso».

«Il resto della band e molte persone della scena punk dell’epoca sono coinvolte nella serie. Dany Boyle ha già lavorato con la band in passato ed è incredibilmente rispettato, è un regista premio Oscar. Conosce la band e ha vissuto l’epoca in cui è nata», concludono Jones e Cook.

La serie Pistol dovrebbe uscire nel 2022. «Racconta il momento in cui la società britannica e la sua cultura sono cambiate per sempre», ha detto Danny Boyle. «È l’inizio della street culture di questo Paese, quando i giovani si sono presi il palco e tutti dovevano stare ad ascoltare, tutti avevano paura, oppure li seguivano».

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