I Sex Pistols hanno commentato la morte della Regina | Rolling Stone Italia
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I Sex Pistols hanno commentato la morte della Regina

La band, celebre per il singolo anti-monarchico 'God Save The Queen', si è espressa attraverso le parole dei suoi membri originali, John Lydon, Steve Jones e Glen Matlock

La formazione originale dei Sex Pistols nel 1976

Foto: Evening Standard/Getty Images

Alla fine, al cordoglio di artisti che hanno reso omaggio alla Regina Elisabetta, si sono uniti anche i suoi più grandi nemici, i Sex Pistols.

La band, che nel 1977, appena prima del giubileo d’argento della Regina, aveva pubblicato il suo più grande e controverso successo, il singolo anti-monarchico God Save The Queen, celebre anche per i suoi vari artwork rappresentati l’effige della stessa Elisabetta, si è espressa sulla questione attraverso i tweet dei singoli membri della line up originale.

John Lydon, leader dei Pistols, che si è sempre definito avversario della monarchia, ma non della Regina in quanto persona, come esplicitato in un’intervista del 2017 a Quietus («Non credo nell’obbedienza alla monarchia ma [la Regina] è un essere umano e mi mancherà molto come essere umano su questo pianeta quando non ci sarà più»), ha postato la storica effige di Elisabetta (qui nella casta versione originale) citando un passaggio dell’inno nazionale inglese, God Save The Queen, “send her victorius”.

Il chitarrista Steve Jones ha invece postato l’artwork dei Sex Pistols chiedendo ai propri follower: «Come vi sentite?».

Infine Glen Matlock, il primo bassista della band (sostituito nel 1977 da Sid Vicious, ma ritornato in formazione nelle reunion dopo la morte del musicista), ha deciso di dedicare il suo tweet al nuovo re, nella speranza di non trovarsi di fronte a qualcosa di stupido e vecchio.

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